TAORMINA – “Dopo mesi di annunci, dati decontestualizzati e slogan promozionali, ribadiamo la necessità di una strategia seria e condivisa per il turismo. La chiave di ogni decisione deve essere una sola: la vivibilità, intesa sia per chi vive Taormina ogni giorno sia per chi la visita cercando un’esperienza autentica, organizzata e coerente con la sua storia e identità”. Lo afferma in una nota il gruppo Progetto Ricostruzione Taormina.
«Ogni scelta – dalle tariffe dei parcheggi agli eventi, dalla gestione dei flussi turistici al trasporto pubblico – dovrebbe essere valutata con una domanda semplice: migliora o peggiora la vivibilità della città?. Una Taormina congestionata, svuotata di residenti e trasformata in un centro commerciale a cielo aperto non è più attrattiva per nessuno» ha dichiarato Luca Manuli, consigliere comunale e membro di PRT.
Per PRT, gruppo rappresentato in Consiglio comunale da Luca Manuli, la strategia deve partire da alcuni punti fermi: “Costituzione di un Comitato permanente sul Turismo: un tavolo stabile di confronto con operatori del settore, associazioni e cittadini, per trasformare il turismo in un volano economico sostenibile; Rimodulazione delle tariffe dei parcheggi: per disincentivare il mordi e fuggi, tutelare i residenti e agevolare i lavoratori; Creazione di una rete civica museale: per promuovere cultura tutto l’anno e valorizzare i luoghi dimenticati; Valorizzazione dei sentieri e dei percorsi naturalistici: per aprire nuove rotte, decongestionare il centro e promuovere un turismo lento e consapevole”.
«Non bastano cuori e selfie per San Valentino o eventi spot privi di legame con la storia della città: il turismo non si governa con iniziative effimere. Andare alle fiere senza una strategia è solo vetrina, parlare di turismo senza pensare ai cittadini è miope, misurare il successo con le ricerche online è ridicolo» ha aggiunto Alessio Bonesoli, membro di PRT.
Per PRT “la politica deve indicare una direzione chiara e, allo stesso tempo, coinvolgere operatori, residenti e associazioni come protagonisti del percorso”.
«Non ci limitiamo a criticare: portiamo idee, apriamo dibattiti, proponiamo soluzioni. Ma serve un progetto di lungo periodo che unisca comunità e turismo. Perché non ci sarà turismo senza comunità, e non ci sarà comunità se chi vive qui viene ignorato», aggiungono Manuli e Bonesoli.


