Nella sua lunga carriera e in una vita costellata di successi e dell’amore della gente, Pippo Baudo ha dovuto affrontare anche momenti difficili. Nel 1991 subì una pesante intimidazione: un attentato di Mafia. Nella notte fra il 2 e il 3 novembre del 1991 gli distrussero la sua villa ad Acireale, vicino a Catania. La splendida dimora fu ridotta in macerie. “Fate saltare la villa di Pippo Baudo”: fu l’ordine spietato che venne dato nel 1991 dai vertici di Cosa Nostra contro il noto presentatore.
L’attentato dinamitardo a Santa Tecla non fu il primo ma il terzo atto intimidatorio che dovette subire il presentatore nel 1989: un ordigno rudimentale era stato fatto esplodere nel giardino della villa e, poco dopo, c’era stato anche un tentativo di incendio con benzina versata davanti alla sua abitazione. Nella terza occasione la Mafia alzò il tiro con un avvertimento diretto.
“Si trattò di un regolamento di conti mafioso nei miei confronti. Avevo fatto una celebrazione a Taormina per ricordare il giudice Chinnici e avevo parlato male della mafia. Per questo ci fu questa vendetta. Mi costò cara questa cosa”. Queste le parole di Pippo Baudo, diversi anni dopo l’attentato, ospite della trasmissione “Grand Hotel Chiambretti” su Canale 5.
Nel suo discorso a Taormina per ricordare il giudice Rocco Chinnici, assassinato nel 1983, Baudo aveva denunciato la presenza ingombrante di Cosa Nostra nella vita pubblica.
In un’altra intervista aggiunse: “Dopo quell’attentato pensavo ad un risarcimento. Ma mi dissero che dagli indennizzi erano esclusi gli attentati dinamitardi. Così dovetti fare tutto da solo”. Era il segno di un Paese ferito: chi denunciava, spesso rimaneva solo.
Nel momento in cui la Mafia mise in atto quel terribile attentato mafioso solo per miracolose circostanze il conduttore non era presente in villa al momento dell’esplosione. La notte prima Baudo aveva dormito lì, nella villa, poi si era svegliato la mattina presto per prendere l’aereo e andare a Roma, dove avrebbe dovuto condurre una puntata di Domenica In.
“Non mi avranno mai”, fu il messaggio di coraggio e libertà lanciato da Baudo alla Mafia dopo l’attentato. Con le sue risorse e i suoi guadagni, da solo, il presentatore decise di ricostruire la villa dopo l’attentato, ma non ci andò più a vivere e qualche anno dopo la vendette. L’immobile è stato poi acquistato da un professionista molto legato alla Città di Taormina.


