HomeParlamento"Operazione nuova Margherita", fronda PD contro Schlein per lanciare Salis? Indizio pesante

“Operazione nuova Margherita”, fronda PD contro Schlein per lanciare Salis? Indizio pesante

I malumori dentro il Partito Democratico contri Elly Schlein e il nome di Silvia Salis che avanza spedito verso la prospettiva di una sua discesa in campo alle Politiche 2027. Le due facce diverse di una stessa medaglia.

La sindaca di Genova, nei salotti della politica italiana, comincia sempre di più a prendere quota e viene considerata da più parti la figura che potrebbe davvero sfidare Giorgia Meloni. Nel frattempo una parte del PD mette in piedi una sostanziale fronda sulla leadership di Elly Schlein e contesta le sue scelte, quasi a volerla avvertire che se dovesse andare male il referendum sulla riforma della giustizia, a quel punto verrebbe messa in discussione la segreterie del partito e, di conseguenza, si riaprirebbero i giochi per individuare l’antagonista dell’attuale Premier.

Una interessante analisi della situazione è stata proposta questa mattina da Alessandro De Angelis sulle colonne de La Stampa di Torino: “È noto che gli astanti, ma soprattutto Matteo Renzi vedono Salis come la frontwoman di questa gamba di centro. In fondo, c’è una logica: supplisce, con la forza dell’immagine, a una fragilità del resto. Però, insomma, lei nicchia, pensa più in grande, anche se dissimula. Dopo un periodo di freddezza competitiva, hanno anche ricominciato a sentirsi frequentemente con Elly Schlein. È tutto un «come sei brava», da ambo le parti, ovviamente nel reciproco sospetto”.

Con la regia di Fausto Brizzi (suo marito), che di sceneggiature se ne intende, Silvia Salis si vede protagonista di un film che la porta a palazzo Chigi, proprio così. La Margherita? È poco. Le primarie? Le complicano la vita, per questo si è detta contraria: vai a spiegare ai genovesi che il ruolo per cui l’hanno votata non le basta dopo soli pochi mesi. Ecco, lei pensa (o spera) che a un certo punto, tra i due litiganti (Conte e Schlein) potrebbe diventare la carta da giocare. Del resto, se c’è chi ha fantasticato su Gaetano Manfredi come Papa straniero gradito a Conte, perché non si può fantasticare sulla Papessa gradita ai più riformisti”.

“È vero – conclude De Angelis -: pare l’isola dei famosi. Destini personali, aspirazioni senza progetto e contenuti impegnativi, gradimento al televoto. Però al cronista tocca raccontare. Raccontiamo proprio di Spadafora, che ora è diventato il Gianni Letta della Salis e periodicamente va a trovare Dario Franceschini nel suo garage all’Esquilino, trasformato in ufficio. Siccome l’insegna fuori è rimasta, una volta è entrato pure uno che voleva pagare il bollo auto. Ha interrotto sul più bello una chiacchierata in cui il vecchio marpione democristiano gli diceva: «Figuriamoci se la indicano come candidato premier, meglio se organizza i moderati». Ultimamente però pare che il medesimo marpione abbia registrato che, dentro il Pd, almeno in una parte, aumenta lo scetticismo su Elly”.

Vabbè, chiudiamo il taccuino. Chissà, magari, alla fine, la nostra resterà a fare il sindaco di Genova, perché, come si diceva una volta, chi troppo vuole nulla stringe. E sarà pronta al prossimo giro, dimostrando prima di essere anche un bravo sindaco. Politicamente.

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