Hospitality, lusso e offerta connessa alla ricettività ma anche capacità, alla base, di valorizzare il territorio partendo dal benessere e una migliore vivibilità di chi lo vive 365 giorni l’anno. Ad evidenziare l’opportunità, anzi la necessità, di una svolta per le città del futuro è il presidente nazionale di Federaberghi, Bernabò Bocca, che rimarca l’esigenza di contemperare le dinamiche centrali del turismo con l’elemento di base di una maggiore attenzione per i residenti.
“Dobbiamo sforzarci nell’immaginare le città del futuro non solo come un luogo fisico ma anche come un luogo di aggregazione sociale per i cittadini”, ha detto Bocca, impegnato nel turismo da tanti anni in prima linea, alla guida della principale organizzazione imprenditoriale del settore turistico-ricettivo in Italia e che oggi presiede anche la Fondazione Cr Firenze, portando avanti ulteriori iniziative di social housing e student hotel. Una doppia veste e una doppia prospettiva interpretata in termini corretti e complementari da Bocca che indica la strada da seguire e la visione da realizzare in un contesto che interessa da vicino, in particolare, le mete turistiche e quindi anche Taormina, capitale dell’ospitalità in Sicilia e nel Mezzogiorno.
A margine dell’iniziativa ‘Urbanpromo. Disegnare le città del futuro’, Bocca ha dato alcuni spunti che si possono tradurre in temi di riflessione a largo raggio per tutto il territorio nazionale e quindi per le varie realtà, tra le quali come detto pure la Perla dello Ionio, che vivono una condizione particolare nell’arco dell’anno. Ovvero le località che si caratterizzano per l’elevato afflusso antropico per un paio di mesi l’anno, con il turismo che di fatto, a cascata, è poi diventato il fattore dominante attorno a cui ruota tutto ciò che investe pure le politiche sociali e residenziali del territorio.
E d’altronde c’era una volta la logica degli immobili che venivano destinato all’affitto a lungo termine o alla compravendita residenziale per uso abitativo e c’è adesso la netta tendenza degli immobili che vengono riservati quasi esclusivamente alle locazioni turistiche. Tutto a misura di turista, in un territorio che spinge gli abitanti del luogo verso le periferie e che poi soprattutto, sull’onda di questo decentramento umano, non aggrega più i cittadini come avveniva un tempo. “Bisogna capire bene e saper interpretare nel modo corretto i dettagli del piano casa nazionale”.


