HomeSport"Non chiediamo ristori ma rate", la paraculata dei milionari del calcio

“Non chiediamo ristori ma rate”, la paraculata dei milionari del calcio

Vi abbiamo raccontato la vicenda, incredibile eppure vera, della politica italiana che si è coalizzata tutta, dalla maggioranza all’opposizione, per un emendamento alla manovra che consentirà ai milionari del calcio italiano di togliersi di dosso la zavorra di 480 milioni di euro di tasse non pagate, con l’opportunità che verrà data quindi ai club di Serie A di rateizzare il debito e versare quelle somme comodamente in 5 anni.

Per la serie: ai cittadini comuni mortali che non hanno pagato la bolletta, chiudiamo i conti in banca, stacchiamo la corrente elettrica e facciamo un bel pignoramento o decretiamo un fallimento. Ai signori del pallone, che avrebbero dovuto mettersi in regola subito e pagare in questo mese, viene concesso un vero e proprio condono con il fiocco. Non sei mesi di tempo ma 5 anni.

“Il calcio non esige ristori, questo concetto deve essere chiaro. Chiediamo che il settore continui a pagare le tasse nel modo più ragionevole possibile, nell’interesse dello Stato”. Così si è espresso in un’intervista a ‘Il Corriere della Sera, il presidente della Lega Serie A Lorenzo Casini.

“Serve una soluzione a beneficio di tutti, non solo dello sport, per definire nel minor tempo possibile con l’Agenzia delle entrate un piano di rateizzazione – spiega il numero uno della Lega – Con le norme vigenti, scaduto il termine per pagare gli adempimenti fiscali sospesi ci vorrebbero almeno 2-3 mesi prima che si possa aderire a un piano con l’Agenzia. L’obiettivo è snellire questi tempi così le società potranno subito pagare a rate, senza sanzioni penali e sportive”.

“Il pagamento dei tributi sospesi riguarda tutti gli sport – prosegue sul tema Casini – In audizione in Senato lo hanno sottolineato tutti, non solo la Lega A. E ringrazio il basket per il supporto che ha dato alle nostre comuni istanze. Ci si concentra sul calcio per il suo ‘pesò. Forse l’opinione pubblica sarà condizionata dal caso Juve, ma sarebbe bello si ricordasse che il calcio, con il gettito fiscale, che tutte le società vogliono assicurare, sostiene lo sport in Italia”. “La rateizzazione nulla ha a che vedere con i problemi strutturali del sistema – aggiunge Casini – Entro fine anno sarà pronto un piano di riforme: presenteremo a Figc e al ministro Abodi un pacchetto di proposte per rilanciare il calcio italiano. Con la presentazione di un altro emendamento al dl Aiuti quater, si punta a valorizzare i diritti tv: “Sì, lo si chiede da anni, ed è urgente. Se fosse approvato, la durata massima del ciclo dei diritti salirebbe da 3 a 5 anni, come accade in altri Paesi Ue. Ma tutte le leghe di ogni sport, non solo il calcio, saranno più competitive sul mercato”.

In fondo, si potrebbe anche dire che è giusto dare una mano per salvare il calcio, siamo tutti sportivi e sarebbe ipocrita negarlo. Ma il principio della legge uguale per tutti abdica e chi ancora sventola quel vessillo evidentemente naviga nelle acque dell’ipocrisia. In Italia ci sono i fessi e i privilegiati, i tartassati e i paraculi che la sfangano sempre. Tutto il resto è poesia.

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