GIARDINI NAXOS – Una baia per due. Le Amministrative 2026 si scrivono come elezioni a Giardini Naxos ma si leggono elezioni a Taormina. Così pare dalle parti di Naxos in una campagna elettorale che è partita in largo anticipo e che sin qui veleggia sull’anomalo filo conduttore di una presenza dominante di Taormina nelle dinamiche che decideranno il futuro della seconda stazione turistica siciliana.
Solitamente, diciamolo apertamente, Taormina non si è mai appassionata alle questioni di Giardini Naxos e le due comunità si sono guardate a distanza, non senza campanilismi spesso privi di senso. Stavolta a catalizzare la scena è la sfida lanciata dall’attuale sindaco di Taormina, Cateno De Luca, che punta sulla “presa di Naxos” e spinge sul mantra del sistema “Naxos-Taormina”, ma in realtà punta forte anche e soprattutto ad allargare la sua sfera politica di influenza che da queste parti è iniziata con la conquista di Taormina nel 2023. Giardini sarebbe la naturale prosecuzione territoriale e amministrativa, su tanti fronti e per altrettanti ragionamenti che già si intravedono. Insomma l’ideale estensione del Ducato del Nisi issato in cima al palazzo municipale taorminese e che potrebbe ora essere posizionato pure su Palazzo dei Naxioti. La posta in palio diventa ancora più cruciale per De Luca, rispetto alle Amministrative del 2026 che si preannunciano molto complicate in altri comuni per Sud chiama Nord. Ecco perché De Luca e il suo partito a Giardini Naxos non possono perdere.
E allora da una parte c’è De Luca carica con i suoi sostenitori e porta qui i “fedelissimi” scesi da Taormina per accompagnare il tentativo di conquista di Giardini Naxos. Dall’altra parte ci saranno quelli contro De Luca, che anche da Taormina si posizioneranno al fianco del fronte locale avverso all’attuale sindaco di Taormina per alzare un muro. Da una parte c’è De Luca che si è portato avanti con le liste ma sa di non avere un candidato forte, sul versante opposto ci sono diversi gruppi che sin qui arrancano e non hanno trovato una sintesi e bisognerà vedere se poi verrà fuori una o più candidature.
Nel suo comizio di sabato scorso De Luca ha provato a spostare i riflettori rispetto alla sua presenza totalizzante e adesso verrà anche una fase in cui si allontanerà dalla campagna elettorale, ha pure evidenziato quel “non sono io il candidato” ma è evidente che il prescelto sarà considerato “il candidato di De Luca” in ogni caso e la campagna elettorale l’ha già personalizzata attorno alla sua presenza ingombrante.
A Giardini Naxos, da qui in avanti, sarà l’incrocio di due “tifoni”. Banalizzando in termini concreti lo scenario, da una parte, quindi, correrà il candidato locale di De Luca che insegue il sostegno dei giardinesi e che verrà sospinto dai deluchiani di Taormina. Dall’altra parte, se i vari pretendenti dovessero riuscire a coalizzarsi in un unico schieramento, ci sarebbe un candidato anti-De Luca a Giardini con la vicinanza del fronte che a Taormina osteggia l’attuale sindaco.
Il paradosso senza precedenti è che i giardinesi rischiano di ritrovarsi ospiti o accompagnatori in casa loro, di una doppia resa dei conti: si voterà per scegliere il nuovo sindaco di Giardini e sarà di riflesso un voto per decidere un sì o no all’egemonia politica assoluta di De Luca su questo territorio, che altrove è in difficoltà ma qui, dopo Taormina, potrebbe trovare un’affermazione in continuità a Naxos.
Giardini sta finendo al centro di una tornata elettorale caratterizzata, in toto o in quota parte, dai riverberi dei giochi di posizione che partono da Taormina e suonano campane profondamente diverse. Tra la narrazione di chi racconta che De Luca sta facendo meraviglie a Taormina e chi invece obietta che la sua Amministrazione si è rivelata un disastro. Chi promette la svolta a Giardini come a Taormina e chi avverte che potrebbe essere un grande bluff come a Taormina. Punti di vista distanti la cui vicinanza è pari a quella dell’Artide dall’Artide.
Anche perché poi l’attuale Amministrazione uscirà di scena ed il sindaco in carica non si ricandiderà e probabilmente i candidati finali alla sindacatura, al netto della bulimia paesana di auto-sindachite che c’è stata sinora, alla fine potrebbero sintetizzarsi nella scelta di volti senza trascorsi di governo. Quindi la materia di scontro difficilmente sarà la solita rissa da consumare sul terreno esclusivo degli ex amministratori.
Tutto ciò che riguarda progetti, programmi, il rinfacciarsi quello che non è stato fatto e dirsi ciò che si vuole fare, il confronto sulle cose belle e quelle brutte, stavolta rischia di restare più o meno sullo sfondo. Non sarà semplice invertire la rotta e cambiare il tema. Non è proprio la premessa giusta, evidentemente, per un’elezione che riguarda il futuro di una comunità né per una città importante che merita il meglio. Ma il binario che ha preso la competizione elettorale è di quelli chiari e cristallizzati, che non si prestano a troppe interpretazioni.
Quanto incideranno gli apporti esterni di chi sostiene De Luca e di quelli che invece lo contrastano? Quanto conteranno le vicende della vicina di Taormina in un senso o nell’altro nelle valutazioni dei giardinesi? Ma soprattutto Giardini Naxos aprirà le porte a De Luca o lo respingerà? Prevarrà chi riuscirà a spaccare l’elettorato oppure chi riuscirà a far breccia nella comunità? Un pezzo determinante della partita politica della prossima primavera la si giocherà lì.


