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Messina, Basile lascia, rilancia e conferma il piano di De Luca: “Il monocolore serve, vi spiego perché”

Federico Basile ufficializza, come si dava ormai per certo da settimane, le sue dimissioni da sindaco di Messina e il passo indietro che riporta la città alle elezioni contestualmente diventa anche un passo avanti, con la ricandidatura alla prima poltrona di Palazzo Zanca.

Nel suo discorso, Basile ha detto di aver “sopportato troppo”, puntando l’indice sul Consiglio comunale e la relativa situazione dei numeri d’aula che condizionerebbe l’azione di governo dell’Amministrazione. “Siamo partiti con 20 consiglieri e poi siamo rimasti in 13 ed è una cosa scioccante. Non è un tema di barricate ma di rapidità nel fare le cose. Ci sono atti fermi da mesi in Consiglio comunale – ha detto Basile -. A suo tempo Cateno De Luca si era dimesso tre o quattro volte, ce lo ricordiamo cosa accadeva allora in Consiglio. E’ diverso da ciò che fa Basile. Ma basta poco perché magari un consigliere faccia cadere il numero legale e quindi che si debba rimandare una votazione al giorno dopo”.

Poi, però, con una pertinente domanda giornalistica, è stato sottolineato che su 442 proposte dell’attuale Amministrazione, il Consiglio comunale di Messina ne ha bocciata soltanto una. E allora Basile ha confermato la strategia politica che parte dal leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, e punta al voto immediato per non sovrapporre la tornata elettorale di Messina con le Regionali e le Politiche del 2027 e per anticipare gli avversari e spianarsi la strada, in particolare rispetto al centrodestra e poi anche sul centrosinistra. Quindi l’obiettivo è una rielezione di Basile con un assetto politico ancora improntato sul monocolore, insomma senza intese con i due poli. Come fu nel 2018 con De Luca e poi nel 2022 con Basile stesso.

“Sì, il monocolore serve per avere rapidità e responsabilità di decisione, per evitare di essere oggetto di ragionamenti tattici che poi portano sicuramente a interessi partitici e non della città. Se dal 2018 in poi la città è come si mostra oggi non è sicuramente grazie alla politica che sino al 2018 l’ha lasciata per com’era”. Queste le parole di Basile che confermano il piano, suo ma soprattutto di Cateno De Luca.

“Il monocolore funziona e deve continuare a funzionare al di là delle logiche politiche. De Luca ha amministrato senza consiglieri comunali, oggi abbiamo bisogno di un rilancio perché provvedimenti strategici potrebbero essere rallentati e creare disagi su uno sviluppo in corso”.

“Cateno De Luca – dichiara Basile – è un leader carismatico del suo partito e del suo modo di interpretare l’attività amministrativa. Lo è stato, lo è e lo sarà. Io sono un professionista che è stato componente e presidente del Collegio dei Revisori, poi direttore generale e ora sindaco. La città mi ha conosciuto e spero mi abbia apprezzato. La mia non è una rinuncia ma un rilancio. Io sono passato dall’incoscienza iniziale di essere stato designato sindaco alla consapevolezza oggi di essere sindaco”.

Da qui la dichiarazione finale che sembra l’ossimoro perfetto di ieri, oggi e domani: “L’elezione di un sindaco deve avere il supporto di una maggioranza consiliare“.

Basile lascia perché non c’è più una maggioranza consiliare che in realtà era già sul filo del rasoio sin dall’inizio del mandato, nel 2022, e che prima ancora, nel 2018, quando ci fu l’elezione di Cateno De Luca, era completamente assente e cioè con l’intera assemblea contrapposta al sindaco del tempo. E allora, visti i precedenti, dopo il voto di fine maggio, in caso di rielezione di Basile, l’operazione politica del “monocolore atto terzo” riuscirà a garantire uno scenario diverso e stavolta una solida maggioranza consiliare? Se due indizi fanno una prova…

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