HomeItalia - EsteriMeloni: "Delmastro leggero, i cittadini valuteranno se c’è stata una manina"

Meloni: “Delmastro leggero, i cittadini valuteranno se c’è stata una manina”

“Parlerò con Delmastro, ma guardo i fatti che ora conosciamo dalla stampa. Se ci fosse una manina vorrebbe dire che questa è la cosa peggiore che si ha sul governo italiano? Interessante. La questione dice che c’è un sottosegretario che acquista delle quote di un ristorante con dei soci incensurati e che quando scopre che, non uno dei soci, ma il padre di uno dei soci ha problemi con la giustizia vende quelle quote e lo fa non quando la notizia esce sui giornali ma quando lo scopre. Delmastro è stato leggero, da qui a dire che è connivente con la criminalità organizzata quando è sotto scorta per il lavoro che fa contro la criminalità organizzata ce ne passa”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a “Sì o No” lo speciale dedicato al referendum in onda su La7. “Se c’è stata una manina che ha detto: “tiriamo fuori la cosa peggiore che abbiamo sul governo”, gli italiani valuteranno e accetterei che fosse questa – aggiunge -. Se poi questa questione fosse più ampia e ci fossero altri problemi allora la magistratura farà il suo corso perché, guardi un po’, anche se vince il Sì i magistrati faranno il loro lavoro, anzi lo faranno meglio”.

“Non vedo contraccolpi di natura politica, indipendentemente da come il referendum dovesse andare. Noi sappiamo tutti che i governi di solito vengono impallinati dalle proprie maggioranze e non dalle opposizioni, la maggioranza è solida e lo è stata anche in questa campagna elettorale, a differenza di quanto è accaduto nelle opposizioni dove ci sono esponenti che sostengono il Sì”, ha poi detto spostando il focus sulla riforma e sul referendum. “Ciò che mi preoccupa è il messaggio che in questa nazione le cose non possono cambiare, che noi non siamo in grado, che dobbiamo sempre rimanere identici a noi stessi anche se ci sono cose che non funzionano. Non pagherebbe il governo ma pagherebbero i cittadini. La vedo una sfida tra chi vuole difendere lo status quo e chi vuole guardare avanti, vuole una nazione diversa per i propri figli”. 

“Ho citato una serie di casi sull’immigrazione che rappresentano una crociata che alcuni magistrati stanno facendo contro il Governo per ragioni di carattere ideologico, non ha alcun senso dire che un immigrato illegale entrato in Italia che è responsabile di stupri deve essere liberato”, questa cosa la pagano i cittadini. “Con la riforma cambia perché non c’è più una magistratura così polarizzata e ideologizzata”.

“Non si vota su Meloni, ma alla fine pensi di votare sulla Meloni, te la tieni e alla fine non hai riformato la giustizia che non funziona. La Meloni si può mandare a casa tra un anno quando ci sono le politiche, ma ora si vota per una riforma sacrosanta e quindi si lancia una lepre da rincorrere per non guardare la realtà delle cose. Ma ho imparato che i cittadini sono molto più intelligenti di come pensa certa politica. E una riforma di responsabilità e meritocrazia sulla giustizia”, ha detto.

La riforma c’entra con i casi di Garlasco o della famiglia nel bosco perchè “c’è qualcosa che non torna in Italia se dei genitori che crescono i figli in un bosco si vedono messa in discussione la potestà genitoriale e non lo si fa con quei genitori che mandano i figli a rubare. C’è un approccio ideologico ma anche di negligenza perché quando si fa la scelta più facile, che è quella di allontanare i bambini da quella famiglia c’è anche un problema di negligenza e introdurre il principio della responsabilità affronta queste questioni molto meglio”, ha precisato Meloni.

“E’ una maggioranza compatta di persone consapevoli della grande responsabilità affidata sulle proprie spalle che, per quanto possano avere le loro diverse sfumature, alla fine antepongono l’interesse nazionale a quella del partito, è questo che fa la differenza nelle maggioranze. L’unica cosa che non preoccupa è la tenuta della maggioranza di governo, sono molto fiera della mia maggioranza”, ha concluso nello speciale di Mentana.

“I presupposti dell’efficienza sono responsabilità e meritocrazia, quanto incide sull’efficienza della giustizia in Italia il fatto che un giudice negligente continui tranquillamente a fare carriera come avviene in molti casi? Quanto incide il fatto che la carriera di un magistrato in molti casi non dipende dal suo merito ma dalla corrente alla quale appartiene? Purtroppo, abbiamo visto magistrati che condannavano persone innocenti e che non dovevano mai rispondere di quanto fanno nel loro lavoro. Penso che nessuna riforma come questa possa rinnovare l’efficienza della giustizia in Italia”, aveva in precedenza dichiarato Meloni a Cinque Minuti su Rai 1. “Penso che un’Alta corte che si occupa solo di disciplinare i magistrati che non vengono selezionati dalle correnti ma tramite sorteggio ci offre dei giudizi che sono tendenzialmente più giusti e più efficaci. Considero una anomalia non secondaria il fatto che nell’attuale ordinamento il controllore venga scelto dai controllati; ma in quale altro meccanismo tutto questo avviene? In nessuno. Penso che svincolando quei giudici dal meccanismo delle correnti siano anche più liberi di decidere in coscienza quando devono decidere sul disciplinare di un collega”, aggiunge da Vespa.

Impreparati i magistrati sorteggiati? “Se sono gli stessi che possono darmi l’ergastolo, togliermi la potestà genitoriale, se sequestrare casa e auto sono impreparati abbiamo un problema, ma un problema più ampio di questo. La tesi che persone che decidono sulla libertà dei cittadini non siano in grado di decidere sul trasferimento di un collega non la posso sostenere, è una tesi surreale. E’ surreale anche sentire ‘ma tu vorresti farti operare da un primario sorteggiato?’, ma perché quando si va in ospedale si elegge il primario? Allora la domanda è: tu vuoi essere curato da un primario che è stato nominato o da uno che sta lì perché è il più bravo?”, ha sottolineato.

“La realtà è che oggi la magistratura è subordinata alla politica, atteso che una parte dei membri del Csm viene lottizzata tra i partiti politici e l’altra decisa dalle correnti ideologizzate dalla magistratura. Queste sono due cose che noi togliamo, quindi, togliamo il controllo della politica. Quelli che difendono il controllo della politica sulla magistratura perché hanno sempre pensato di trarne un vantaggio non possono dire la verità e ci dicono che, noi che stiamo facendo una riforma per liberare la magistratura dalla politica, la vogliamo controllare”, rivendica la premier. Quella della giustizia è “una riforma della quale parliamo da decenni e che nessuno è riuscito a fare. Quindi ci serve che i cittadini ci regalino 5 minuti del loro tempo per andare a mettere una croce sul Sì”.

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