TAORMINA – Il consigliere comunale Luca Manuli non risparmia critiche alla gestione degli spazi pubblici e culturali della città da parte del Comune di Taormina, con particolare riferimento alle scelte fatte su Palazzo Corvaja, Palazzo dei Congressi ed altri luoghi simbolo del patrimonio storico di Taormina. In una dichiarazione social, Manuli ha messo in luce quella che definisce una “gestione improvvisata” e una “mancanza di programmazione” nell’amministrazione del patrimonio culturale cittadino, sollevando interrogativi sul futuro della città.
“Attenzione alla cultura e valorizzazione dei nostri palazzi? Tranquilli, “ci stanno lavorando”- ha ironizzato il consigliere Manuli, criticando l’approccio che ritiene “superficiale” con cui vengono utilizzati alcuni dei luoghi storici della città.
“Al Palazzo dei Congressi prima il convegno di Ti Amo Sicilia, poi la discoteca di Capodanno. Al Palazzo Corvaja si organizzano riunioni di Ti Amo Sicilia e si pensa di dare il palazzo al sindaco Brocato come sede della Patrimonio Taormina. La Fondazione Mazzullo resta ai margini e la Biblioteca Comunale diventa sala espositiva – continua Manuli. “Nel frattempo statue di filosofi (mai venuti a Taormina) che vengono posizionate, inaugurate, rimosse, ricollocate. Insomma, la solita grande chiarezza”.
Ma le critiche del consigliere non si fermano qui. Manuli punta il dito sulla gestione del patrimonio da parte dell’Amministrazione, alla quale contesta l’incapacità di dare una direzione chiara e stabile alla valorizzazione dei beni culturali.
“Gli spazi pubblici sembrano essere ridotti a luoghi per chi è “dalla parte giusta”, mentre la funzione culturale e civica scivola in secondo piano. Valorizzare non significa riempire a caso: significa programmazione, visione, regole chiare, funzioni stabili e misurabili per la città.”
Manuli conclude la sua dichiarazione con un richiamo alla memoria storica di Taormina, invitando l’Amministrazione a non confondere la valorizzazione culturale con una mera strumentalizzazione politica. “Non è nostalgia. È memoria. Della città, della sua storia, della sua intelligenza.” ha detto, sottolineando come la cultura e la civiltà non debbano essere male interpretate o strumentalizzate ma preservate e gestite con, oculatezza, serietà e lungimiranza.


