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Lusso, LVMH resiste alle congiunture globali: ricavi oltre 80 miliardi e cautela sul 2026

“LVMH si conferma punto di riferimento per il lusso nel mondo e lo fa nonostante una congiuntura difficile”. Queste le parole del “re del lusso”, Bernard Arnault nel corso del suo intervento all’auditorium di Avenue Montaigne, all’avvenuta presentazione dei risultati annuali di LVMH.

Il magnate francese ha voluto sottolineare la solidità del gruppo nonostante un contesto macroeconomico complesso che interessa il lusso in ambito internazionale. Il presidente di LVMH ha richiamato l’attenzione su un fatturato che ha superato gli 80 miliardi di euro, evidenziando come questo valore sia oltre il doppio rispetto a quello registrato dieci anni fa. Ha inoltre precisato che, sebbene la crescita organica sull’intero esercizio sia stata lievemente negativa, il secondo semestre ha mostrato segnali di ripresa.

L’esercizio – come riportato da FashionNetwork.com – si è rivelato particolarmente impegnativo per la divisione Moda e Pelletteria, da sempre asse portante del gruppo. Il comparto ha infatti visto ridursi il volume d’affari da 41,06 a 37,77 miliardi di euro. Pur mantenendo un margine operativo elevato, pari al 35%, i risultati sono stati penalizzati sia dall’andamento sfavorevole dei cambi sia dalla flessione delle vendite. Due anni fa, lo stesso margine sfiorava il 40%. Nonostante Arnault abbia ribadito più volte l’efficacia delle politiche di gestione adottate per sostenere lo sviluppo e contenere i costi, l’utile operativo della divisione è diminuito di oltre 2 miliardi di euro, attestandosi a 13,2 miliardi.

Parallelamente, il gruppo – che in Italia ha tra le sue destinazioni di riferimento Taormina – ha destinato quasi un miliardo di euro a rafforzare ulteriormente la propria quota in Loro Piana. Commentando l’intesa con la famiglia fondatrice, Arnault ha lasciato spazio a una riflessione dal tono eloquente: l’acquisizione iniziale, avvenuta per circa due miliardi di euro, avrebbe oggi un valore stimato intorno ai dieci miliardi. Un esempio, secondo lui, di come la collaborazione con LVMH favorisca una crescita significativa delle aziende e generi ritorni rilevanti per gli azionisti, in particolare per le famiglie imprenditrici.

Guardando al 2026, il numero uno del gruppo ha adottato un atteggiamento prudente. Pur ribadendo il proprio ottimismo nel medio periodo, ha riconosciuto le difficoltà nel formulare previsioni attendibili nel breve termine, a causa dell’imprevedibilità degli equilibri geoeconomici e dei loro effetti sulle attività del gruppo.

Un elemento chiave resta comunque la solidità finanziaria di LVMH: nonostante il rallentamento dell’attività e della redditività, il gruppo dispone di un flusso di cassa pari a 11,3 miliardi di euro. L’assenza di indicazioni precise sull’impiego di queste risorse lascia aperto il campo a possibili operazioni straordinarie. Un ritorno all’offensiva sul fronte delle acquisizioni nel 2026 non è dunque da escludere.

Infine, Arnault ha voluto ribadire la centralità della famiglia al vertice del gruppo. Ha annunciato che all’inizio dell’anno verrà superata la soglia del 50% del capitale, rafforzando ulteriormente il controllo. Un segnale chiaro di fiducia nelle strategie adottate e, al tempo stesso, una dimostrazione di chi continua a guidare saldamente la rotta.

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