TAORMINA – “Chi oggi, per la ricostruzione degli stabilimenti balneari, deve investire e ammortizzare in due anni è un folle. Per questo occorre chiarire immediatamente la questione della direttiva Bolkestein. Ribadiamo la richiesta di uno slittamento di questa direttiva”. Lo ha dichiarato il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, che così torna a spingere sul Governo Meloni per un’azione politica presso l’Europa che sia finalizzata a richiedere la posticipazione dell’entrata in vigore della direttiva Bolkestein.
Lo spettro all’orizzonte è quello di una normativa che manderebbe in gara gli spazi delle spiagge dove si trovano i lidi travolti e distrutti dal Ciclone Harry nei giorni scorsi. Chi è stato danneggiato vuole ripartire ma chiede garanzie perché potrebbe trovarsi nella paradossale condizione di ripristinare le strutture per poi perderle poco dopo già dal prossimo anno, proprio per mano della citata direttiva.
“Non c’è dubbio che la Bolkestein debba essere rimandata e ci stiamo battendo per questo obiettivo – ha detto De Luca -. Il cuore va lanciato adesso oltre l’ostacolo e intanto bisogna ripartire, il Comune di Taormina farà la sua parte e si farà carico di ciò che può fare”.
“Non ci possiamo permettere di avere il sistema della balneazione fermo, e ciò significherebbe – in termini egoistici per il Comune – anche un crollo di entrate. I conti del crollo della tassa di soggiorno ce li siamo fatti. Piuttosto che andare a perdere 3 o 4 milioni di imposta di soggiorno, preferiamo darli e investirli, così almeno non saranno persi. Le abbiamo fate queste valutazioni. Di certo staremo addosso al Governo e auspichiamo si rendano conto che almeno 5-6 anni di ammortamento bisogna garantirli. Almeno questo è il minimo, intanto andiamo avanti. Io sono incazzato e voglio lo slittamento della Bolkestein, perché non esistono altre soluzioni in tal senso”. Queste le parole del primo cittadino di Taormina.


