TAORMINA – Sono stati definiti “inadeguati”, invitati a cercarsi un altro comune e la loro esperienza al Comune di Taormina è stata, di fatto, dichiarata praticamente chiusa dal sindaco Cateno De Luca e da altri esponenti dell’Amministrazione. Eppure è uno strano caso quello di Daniele Lo Presti e Massimo Puglisi, rispettivamente Comandante della Polizia municipale e responsabile dell’Ufficio Tecnico comunale.
Di solito la “crocefissione” politica va di pari passo con l’eco di una “lapidazione” mediatica che si traduce in un’analoga sentenza, implacabile, negli umori del popolo. E invece, almeno in questa occasione, in questi giorni, sono prevalsi da più parti gli attestati di solidarietà per i due funzionari. Sui social, nei commenti, ma ancora prima con le telefonate ricevute dai diretti interessati. A Lo Presti e Puglisi sono pervenuti attestati di stima da più parti, con una larga parte della comunità che li riteneva e li considera ancora adesso professionisti seri e degni di considerazione.
In fondo, al netto delle valutazioni prettamente personali e nella parabola spesso ingrata dei giudizi sui singoli, la situazione di questo Comune si caratterizza per una fotografia che parte da un dato di fatto inequivocabile: uffici rimasti sguarniti e dirigenti costretti a dover friggere il pesce con l’acqua per provare a fare funzionare le cose. L’assenza di personale e l’impossibilità di fare nuove assunzioni (certificata dagli effetti del dissesto) è l’elemento di congiunzione che si declina nei vari uffici, in forme diverse ma con le medesime difficoltà.
La Polizia locale è rimasta da tanti anni a questa parte con pochissimi agenti a disposizione, un ufficio sempre chiacchierato ma sterminato ad un certo punto ai limiti dell’estinzione del Corpo stesso, con una precarietà evidente nell’organizzazione dei servizi, che al netto di alcuni innesti avvenuti di recente, permane. Stesso mood per l’ufficio tecnico, con pochissimi dipendenti rimasti disponibili. In tanti, in un caso e nell’altro, sono andati in pensione, gli uffici sono rimasti vuoti e in balia delle onde, privi di risorse umane e nuove energie in un contesto evidentemente molto difficile da affrontare e da portare avanti.
Nel caso di Lo Presti c’è stata piena disponibilità a lavorare con l’Amministrazione, non gli è mai mancata l’intraprendenza ed è stato anche protagonista in prima linea di diversi blitz nell’estate del 2023, all’alba di questa stagione politica, ma la sua forte personalità lo ha reso poco gradito ai vertici di Palazzo dei Giurati, inviso ad altri esponenti del governo cittadino prima ancora che al sindaco. Lo Presti si è scontrato con la difficoltà oggettiva a costruirsi un rapporto diretto col primo cittadino, costretto ad interfacciarsi con altri collaboratori in un dialogo filtrato. Ieri “Rambo”, oggi “inadeguato”. E si sa che ogni dialogo filtrato dalle distanze e dai messaggi delle chat, non è mai foriero di positivi destini. Lo Presti, di certo, non ha gradito l’allontanamento da Taormina del suo vice, Alessandro Munnia, disposto dalla Giunta: la goccia che ha cominciato a fare traboccare il vaso con l’atmosfera complicata di questa legislatura taorminese. Poi una storia fatta di mesi di guerra fredda e lo scontro aspro che è approdato al prevedibile punto di non ritorno.
Puglisi ha già attraversato altre tempeste e non ha mollato. Si è trovato già da diversi anni a questa parte a lavorare in un Ufficio Tecnico ridotto ai minimi termini nel tempo da varie situazioni, congedi dal servizio per raggiunti limiti d’età, eventi tragici (come la morte di Carmelo Spadaro nel 2017) e scelte discutibili della politica (come il benservito a una stimata lavoratrice, Pina Caliri, decisione che si poteva evitare) e altre unità che sono state spostate dagli uffici alla strada (spediti a fare gli ausiliari). Anche sul caso spinoso dei fascicoli che – così è stato detto nella relazione del primo anno di legislatura – “scompaiono”, le dinamiche sembrano assai più complesse e siamo convinti che non ci siano dubbi sull’onestà di quelli che lavorano al Comune. Puglisi viene messo alla porta ma la cosa in effetti difficilmente spiegabile è come abbia fatto a resistere sinora in un ufficio devastato e raso al suolo, dove sicuramente sono stati fatti degli sbagli ma le responsabilità appartengono a tutti, tutte. Troppe concessioni urbanistiche al Comune di Taormina? Si, è vero, ma ricordiamoci che nel 2024 il Comune ha ancora un Prg di un’altra era geologica, approvato nel 1976, e redatto negli Anni Sessanta, con un “liberi tutti” totale perché si prevedeva che Taormina avrebbe raggiunto i 20 mila abitanti. Quel boom demografico non c’è mai stato, le pendici e diverse altre zone sono state rese edificabili (dalla politica) e non esistono le norme di salvaguardia. Gli uffici, in fondo, concedono quello che la politica non ha saputo bloccare o arginare con adeguati strumenti urbanistici.
Quando le cose non vanno bene negli uffici le colpe sono sempre dei dipendenti e la politica si deve fare carico della propria parte, prima ancora di fustigare gli inquilini. A Taormina la morale della favola è che in un quadro di carenze d’organico cosi conclamate, è dura operare e diventa ingeneroso far passare il messaggio che le colpe siano di Lo Presti e Puglisi. Non saranno esenti da colpe e l’esercizio di comodo delle beatificazioni umane – sia chiaro – lo lasciamo ad altri, l’Amministrazione è pienamente legittimata a fare le sue valutazioni, i funzionari qualcosa avranno sbagliato e magari bisognava chiarirsi prima e subito per provare a trovare un punto di equilibrio, ma si tratta di professionisti seri e – aggiungiamo noi – persone perbene.
A Taormina abbiamo visto altro, di peggio, di molto peggio. In questa città gli uffici comunali arrancano ma tutte queste carenze non sono altro che specchio riflesso di 20 anni di disastri della politica locale. Ed è ancor prima la politica che da troppo tempo si è dimostrata inadeguata. E se i problemi non si risolvono facendo ciascuno la propria parte, poi che senso ha circoscrivere il perimetro di ciò che non va? I mali di un Comune sono due funzionari?
Si può andare d’accordo oppure può non esserci feeling tra le persone, è nella natura ingovernabile dei rapporti umani. Ma una cosa è certa: le criticità – che persistono – del palazzo municipale taorminese vanno ben oltre Lo Presti e Puglisi, professionisti capaci, persone che meritano rispetto e nel frattempo si consolano con la stima della comunità. Non basterà ad evitare il loro addio ma è pur sempre un fattore degno di nota. Taormina, in fondo, è da sempre una culla di controsensi e paradossi: terra bella e amara. Il tempo poi però è sempre galantuomo.


