Un giorno non troppo lontano, grazie ai robot umanoidi e all’intelligenza artificiale, potremo scegliere se alla nostra morte lasciare la nostra “vita digitale” incarnata in un robot, che potrà continuare a svolgere le nostre funzioni. Per esempio, una nonna potrà ancora prendersi cura dei suoi nipoti. Uno scienziato giapponese che realizza robot dalle sembianze umane, all’Expo di Osaka, ha immaginato un percorso visionario su come sarà la nostra vita tra 50 anni. Il nostro Io e il patrimonio di ciò che siamo stati e abbiamo vissuto, secondo questo suggestivo scenario, verrà consegnato ad un androide, nutrito di archivi neuronali, tra emozioni ricostruite ed esperienze simulate dall’intelligenza artificiale. La proiezione è incredibile. L’idea giapponese è quella di dare vita non ad un duplicato vivente della persona ma ad un custode della nostra memoria che tramanderebbe la prosecuzione della vita stessa nella dimensione di una immortalità digitale. Ecco il servizio di Codice, Rai.
L’era dell’immortalità digitale: tra 50 anni vivremo così
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