La presidente della Fondazione Taormina, Valeria Brancato, è intervenuta con un post social sulla bufera che sta facendo seguito alle affermazioni del sindaco di Taormina, Cateno De Luca, rivolte alla dott.ssa Alessia Barbagallo, medico dell’ospedale San Vincenzo ed esponente di Fratelli d’Italia.
“Chi mi conosce – scrive Brancato – sa che sono una femminista convinta. Sono stata componente della Commissione provinciale per le Pari Opportunità, presidente della sezione Santa Teresa–Valle d’Agrò della Fidapa, socia del Soroptimist. Da sempre sono impegnata a promuovere la cultura di genere e a difendere le donne. Lavoro al fianco di Cateno De Luca da moltissimi anni. Cateno è un amico, un punto di riferimento, una persona sulla quale so di poter contare e che, se necessario, sarebbe la prima a proteggermi“.
“Penso quindi di poter tranquillamente dire che Cateno De Luca è mio amico e protettore. In queste ore, ancora una volta, chi non ha argomenti per replicare alla ricostruzione puntuale fatta da De Luca sui fondi destinati a Naxos e Taormina e sull’emendamento di Sud Chiama Nord, si è aggrappato a poche parole per costruire l’ennesimo sciacallaggio mediatico”.
“Ad oggi nessuno ha contestato nel merito ciò che De Luca ha detto su fondi ed emendamento. La discussione è stata spostata altrove. E qualcuno, evidentemente, ha raggiunto il suo obiettivo”.
“Non voglio discutere della sensibilità personale di ciascuno. Ma è inevitabile ricordare che in questi mesi anche la mia immagine è stata più volte trascinata nel giudizio feroce della rete, che attacca e critica soltanto per il ruolo che si ricopre. Nelle ultime ore una signora, sotto un articolo accompagnato da una mia foto, mi ha augurato il peggio. E molti di quelli che oggi gridano allo scandalo e invocano solidarietà sono gli stessi che ridono o alimentano certi commenti. Accusare De Luca di sessismo è ridicolo”.
“Sfido chiunque – conclude Brancato – a individuare un leader politico che abbia creduto nelle donne quanto lui, affidando loro incarichi e responsabilità ai più alti livelli: dalle giunte di Messina a quelle di Santa Teresa e Taormina, dalle partecipate ai vertici del movimento. Ancora una volta: se le parole pesano, i fatti pesano molto di più”.


