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La frana è il “Cavallo di Troia”: stato di crisi per fare la superstrada Taormina-Trappitello

la Via Umberto (SS114) di Giardini Naxos

TAORMINA – Taormina chiama, Palermo risponde. La Mario e Nicolò Via Garipoli esce di scena per 109 giorni per una frana, il Comune di Taormina chiede alla Regione il riconoscimento dell’emergenza e la Giunta regionale accoglie subito l’istanza, dichiarando lo stato di crisi. Tutto si compie in pochi giorni, anzi nel breve volgere delle 24-48 ore che sono passate dalla richiesta di Palazzo dei Giurati e dall’accoglimento di Palazzo d’Orleans. A questo punto lo stop alla Via Garipoli apre nuovi scenari che vanno ben oltre la questione dell’impedimento temporaneo al transito veicolare della principale arteria di Taormina.

L’emergenza per la bretella A18 è una iattura che per assurdo diventa un’opportunità ed, in sostanza, le dinamiche di queste ultime ore hanno tolto il velo al vero motivo-obiettivo per il quale l’Amministrazione del sindaco Cateno De Luca ha deciso di spingersi sino alla richiesta estrema dello stato di crisi emergenziale. Non si parla soltanto del piano di messa in sicurezza della frana. La Via Garipoli – al netto di una frana che esiste (e c’era già da prima), è una cosa complicata che esige interventi – in tutta questa vicenda diventa il “Cavallo di Troia”. E’ la scintilla per una chance forse senza precedenti di arrivare alla realizzazione della superstrada di collegamento diretto tra Taormina e Trappitello. Come un’onda da cavalcare e da seguire per riscrivere il copione della storia.

La strada veloce è un’opera di cui si parla dalla notte dei tempi, di cui si è detto tutto e di più da 30-40 anni a questa parte ma che poi mai si è fatta. Potrebbe connettere in 5-7 minuti i territori di Taormina centro e la frazione di Trappitello, ponendo fine al “supplizio” di dover percorrere il centro di Giardini, in una viabilità che, di riflesso, diventa un gran problema pure per Giardini stessa. Chi può dirsi contrario a una strada veloce? Nessuno. Magari venisse finalmente fatta sul serio.

Il costo era stato stimato ad un certo punto in 10-12 milioni circa, all’inizio degli Anni Duemila la progettazione era stata affidata all’allora Prusst Valdemone, poi in anni più recenti è entrata in campo pure la Città Metropolitana di Messina. La politica non ha mai trovato la chiave di volta per realizzare l’opera. Due, fondamentalmente, i motivi: in primis è mancata una reale volontà di andare sino in fondo e l’iter si è arenato sul piano inclinato del “vorrei ma non posso”. Servono i fondi per la progettazione e per i lavori ma bisogna trovarli e come si fa? In secundis c’era poi l’altro vero nodo, lo diciamo brutalmente e senza fare troppi giri di parole: una superstrada fa rima con la “torta” della progettazione e dei vari incarichi tecnici. Alla fine della fiera non si è mai arrivati ad un punto di intesa, facendo passare questa strada per una chimera, alla stregua di una missione impossibile che avrebbe fatto sorridere i giapponesi e i cinesi, abituati a costruire infrastrutture del genere col sigaro in bocca, non in 10 anni ma in 10 giorni (giorni, avete capito bene).

Eccolo il colpo di teatro. La chiusura della Via Garipoli spinge De Luca a lanciare l’assalto per l’opera che cambierebbe volto alla viabilità di Taormina e comprensorio, e di cui beneficerebbero anche le vicine località come Giardini Naxos, togliendo di mezzo le code insopportabili che sinora incatenano tutta la circolazione di zona. D’altronde senza la Via Garipoli, e senza neppure il casello A18 di Taormina chiuso ormai da inizio marzo (pare riaprirà il 12 aprile, Deo gratias) è riemerso in termini impietosi il martirio del caos infernale in Via Umberto a Naxos ma prima ancora nel “serpentone” di mezzi incolonnati che parte dal Capo Taormina sino alla stazione di Villagonia.

Lo stato di crisi emergenziale significa che ora è stato nominato un commissario dalla Regione Siciliana, individuato nella figura del capo della Protezione Civile regionale, ing. Salvo Cocina. Il Piano per gli interventi urgenti che sarà guidato da Cocina prevede, ad esempio, vie di fuga ai fini di sicurezza e l’allestimento di parcheggi ma anche percorsi alternativi. Ed il percorso alternativo su cui si punta è la superstrada Taormina-Trappitello. La vera partita cruciale si gioca tutta lì. Il resto è contorno.

Sbaglia, tuttavia, chi pensa che l’accelerazione per la superstrada sia figlia dell’estemporaneità del momento. L’idea parte da più lontano, da una trattativa che il Comune ha avviato a fari spenti con Rfi un anno e mezzo fa nel quadro del più ampio ragionamento sul progetto a suo tempo esitato dal Consiglio comunale nella passata legislatura e sul quale ora sono state chieste delle modifiche/revisioni. In questo perimetro De Luca ha soprattutto messo sul tavolo la richiesta di un’opera di compensazione: la superstrada Taormina-Trappitello. Non a caso De Luca lo scorso dicembre aveva pure incontrato a Roma i vertici di Rfi in un incontro organizzato dal suo esperto, il “sindaco ombra” Massimo Brocato.

Di questo percorso è perfettamente a conoscenza il presidente della Regione, Schifani, al quale De Luca ha riferito il piano e ha rappresentato questo suo obiettivo, come pure la discussione avviata con Rfi. L’asse politico e il filo diretto di questa fase tra il sindaco e il governatore facilita le cose e lo dimostrano gli sviluppi di queste ore. De Luca ha informato Schifani della volontà di chiedere lo stato di crisi emergenziale non solo per risolvere la questione della frana ma per punta alla superstrada Taormina-Trappitello e chiudere il cerchio sulla previsione e realizzazione di un’infrastruttura in grado di cambiare la viabilità del primo polo turistico siciliano. La presenza di un commissario può essere un elemento determinante per rendere possibile e rapido il percorso burocratico, semplificandolo su tanti aspetti.

Lo stato di crisi durerà per 6 mesi e De Luca è entrato nell’ordine di idee di provare a sfruttare questi 180 giorni per un iter appositamente incardinato sul binario dell’emergenza-urgenza, sapendo che è l’unica soluzione per semplificare le procedure. Diversamente il progetto sarebbe rimasto intrappolato tra le maglie inestricabili delle normali procedure ordinarie che in Italia s’affogano nella lunga trafila dei pareri.

Attenzione alle parole pronunciate ieri da De Luca: “Nella revisione degli accordi con Rfi ho chiesto e ottenuto uno studio di fattibilità per una strada alternativa Taormina-Trappitello, con ulteriore entrata dallo svincolo A18, di cui si parla da decenni. Ci sono state prospettate 3 soluzioni – ha evidenziato De Luca – e lavoriamo per risolvere definitivamente la questione. In caso di ok del governo regionale alla dichiarazione dello stato di emergenza, si avranno procedure semplificate con l’individuazione di ulteriori risorse. Il Comune di Taormina è nelle condizioni di fare la sua parte”. Quindi eccola la trattativa. Altri dettagli della strategia – che in buona parte, dobbiamo ammettere, conosciamo anche noi – De Luca non li ha voluti aggiungere ma tant’è.

In altri periodi storici il discorso della superstrada sarebbe (anzi è sempre) rimasto la cartolina di una sterile chiacchiera tra tante altre. Le congiunture politico-astrali di questo momento sembrano invece quelle favorevoli per arrivare alla svolta, con Rfi che si impegnerà ad aiutare la città, nell’ottica del “compensare” i disagi dei lavori per il raddoppio ferroviario, la Regione che farà la sua parte e ha dato il placet allo stato di crisi, strumento essenziale per accelerare il tutto. Il Comune si è lasciato alle spalle il dissesto, con 40 milioni in cassa e un ulteriore sblocco di 7 milioni all’orizzonte per l’emergenza, attraverso l’approvazione del rendiconto 2024. E le acque si sono mosse pure sul fronte dei terreni dove intervenire.

La via è spianata, il “Cavallo di Troia” è pronto. L’operazione superstrada è partita, con un escamotage a metà tra un piano diabolico e un’abile “para**lata”. Al di là dell’eterna guerra paesana tra deluchiani e anti-deluchiani, tanti incastri portano a pensare che potrebbe essere la volta buona per uscire dalla modalità “libro dei sogni” e far diventare realtà una strada veloce che serve a tutti. Taormina l’aspetta da un tempo infinito, per Trappitello a maggiore ragione diventerebbe un volano totale e anche per Giardini Naxos e l’Alcantara sarebbe un’addizione strategica. Uno spoiler aspettando il miracolo: vuoi vedere che la chiameranno “Via Cateno Roberto De Luca”?

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