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Iran, risposta alla proposta di pace Usa ancora in fase di studio. Scambio di fuoco nei pressi dello Stretto di Hormuz

La risposta iraniana alla proposta americana resta ancora in fase di esame. Lo ha affermato il ministero degli Esteri di Teheran, secondo quanto riporta al Jazeera, precisando che verrà annunciata solo una volta raggiunta la decisione finale. La diplomazia iraniana ha definito quanto accaduto nella notte scorsa “una palese violazione del diritto internazionale e una grave infrazione del cessate il fuoco”. “Le forze iraniane hanno dato uno schiaffo forte al nemico – si legge nella nota – e risponderemo con forza a qualsiasi nuova aggressione o avventura, se necessario”. Il ministero ha inoltre sottolineato che “siamo in una situazione di cessate il fuoco, le nostre forze sono al massimo livello di prontezza e stanno monitorando con attenzione gli sviluppi”.

SCAMBIO DI FUOCO CON LE NAVI USA VICINO ALLO STRETTO DI HORMUZ

Un limitato scambio di fuoco è in corso da alcune ore tra forze iraniane e unità americane nelle acque intorno allo Stretto di Hormuz. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, secondo cui da circa due ore si sentono rumori di spari nella zona. L’agenzia aggiunge che le esplosioni udite nell’area di Sirik sono il risultato di questo scontro limitato con “obiettivi ostili” vicino al cruciale passaggio marittimo.

TRUMP “RAID SOLO UN ‘COLPETTO’, IL CESSATE IL FUOCO RESTA IN VIGORE”

I raid contro l’Iran in risposta ai loro attacchi sono solo un ‘colpetto’. Lo ha sottolineato Donald Trump secondo cui nonostante gli attacchi il cessate il fuoco è ancora in vigore. Trump ha comunque detto che “li colpiremo con molta più forza e molta più violenza, se non firmeranno il loro Accordo, e in fretta”. 

“Tre cacciatorpediniere americane di livello mondiale hanno transitato, con grande successo, fuori dallo Stretto di Hormuz, sotto il fuoco nemico. Non ci sono stati danni ai tre cacciatorpediniere, ma enormi danni agli attaccanti iraniani”. Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un lungo post pubblicato su Truth Social, nel quale ha riferito di uno scontro navale tra unità americane e forze iraniane nel Golfo Persico.

Nel messaggio, Trump sostiene che le forze iraniane abbiano lanciato missili, droni e attacchi con piccole imbarcazioni contro tre destroyer della Marina Usa in transito nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo per il commercio energetico globale.

“Missili sono stati lanciati contro i nostri cacciatorpediniere, ma sono stati facilmente intercettati. Allo stesso modo, sono arrivati droni che sono stati inceneriti mentre erano ancora in aria”, ha scritto il presidente americano, aggiungendo che “numerose piccole imbarcazioni” iraniane sarebbero state distrutte e affondate durante la risposta militare statunitense.

Trump ha quindi attaccato duramente la leadership iraniana, definendola “guidata da lunatici”, e ha rilanciato la linea della massima pressione su Teheran. “Se avessero la possibilità di usare un’arma nucleare, lo farebbero senza alcun dubbio — ma non avranno mai questa opportunità”, ha affermato, minacciando ulteriori azioni militari nel caso in cui l’Iran “non firmi il suo accordo, subito”.

Secondo fonti americane citate dai principali media statunitensi, i tre cacciatorpediniere coinvolti stavano partecipando alle operazioni di sicurezza marittima avviate dagli Stati Uniti per proteggere il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz, da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale trasportato via mare. Nelle ultime settimane Washington ha rafforzato la presenza navale nell’area dopo una serie di incidenti e attacchi attribuiti alle Guardie Rivoluzionarie iraniane.

Teheran, dal canto suo, ha fornito una versione differente dell’accaduto. I media di Stato iraniani hanno sostenuto che le forze della Repubblica islamica abbiano risposto a provocazioni statunitensi e colpito unità americane nel Golfo, senza tuttavia fornire prove indipendenti. Il Pentagono, al momento, non ha diffuso un bilancio ufficiale dell’episodio né confermato i dettagli riportati da Trump.

Nel finale del post, il presidente americano ha affermato che i tre destroyer “torneranno ora a unirsi al nostro blocco navale, che è davvero un ‘Muro d’Acciaio’”, lasciando intendere che le operazioni militari statunitensi nell’area proseguiranno nei prossimi giorni.

IL MONITO DEL PORTAVOCE DEL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO

A poche ore dallo scambio di fuoco tra Stati Uniti e Iran, Teheran ha lanciato un avvertimento contro ogni ulteriore escalation, promettendo una risposta. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha citato un celebre verso del poeta arabo Al-Mutanabbi: “Se vedi i denti del leone scoperti, non pensare che il leone stia sorridendo”. Il messaggio è stato pubblicato oggi, sul suo account X.

Da parte sua, il Pakistan ha confermato di mantenere un ruolo attivo di mediazione. Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha reso noto di aver parlato con il suo omologo iraniano Abbas Araqchi per facilitare il rimpatrio di 20 marinai iraniani che si trovavano a bordo di una nave sequestrata la settimana scorsa dalle forze americane. Il comunicato non fa tuttavia riferimento allo scambio di fuoco avvenuto giovedì sera. La Centcom americana ha dichiarato che le forze iraniane hanno lanciato missili, droni e imbarcazioni veloci contro tre navi da guerra statunitensi, senza però colpire alcun bersaglio. In risposta, gli Stati Uniti hanno “neutralizzato le minacce” e colpito installazioni militari iraniane responsabili dell’attacco, ribadendo di “non cercare l’escalation” pur restando pronti a difendere le proprie forze. Teheran ha accusato Washington di aver violato il cessate il fuoco attaccando due navi nel Golfo e colpendo “aree civili” nel sud del Paese, affermando di aver risposto colpendo unità navali americane.

IRAN, ORZE SPECIALI SEQUESTRANO LA PETROLIERA OCEAN KOI NEL MAR D’OMAN

Le forze speciali dell’esercito iraniano hanno sequestrato la petroliera Ocean Koi nel Mar d’Oman e l’hanno scortata verso le coste meridionali dell’Iran. Lo ha riferito la televisione di Stato iraniana citando il Comando dell’Esercito, secondo cui l’operazione è stata condotta “su ordine giudiziario”. La nave è stata consegnata alle autorità giudiziarie dopo l’arrivo in acque iraniane. Il comunicato militare iraniano ha sottolineato che “le forze armate difenderanno con forza gli interessi dell’Iran nelle acque territoriali e non tollereranno alcuna violazione della legge”. Secondo i dati di navigazione, la Ocean Koi batte bandiera di Barbados ed è di proprietà di una società registrata nelle Isole Marshall.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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