HomeTurismoIpsos, l'impatto dell’overtourism sulle destinazioni italiane. Il caso Taormina

Ipsos, l’impatto dell’overtourism sulle destinazioni italiane. Il caso Taormina

Il turismo è ancora un motore trainante dell’economia italiana, ma l’entusiasmo si affievolisce quando lo sguardo si posa sulle città e i territori più esposti ai flussi turistici. È quanto emerge dalla recente indagine di Changes Unipol condotta da Ipsos, che esplora il rapporto tra italiani e turismo, tra benefici economici e nuove forme di disagio urbano.

Turismo: opportunità sì, ma non senza conseguenze. Per il 60% degli italiani, il turismo è prima di tutto un’opportunità economica per l’intero Paese, e il 50% ritiene che anche la propria area ne tragga vantaggio. Un’idea più radicata tra i residenti del Sud (58%) e nelle grandi città come Verona, Cagliari, Bari e Bologna (69%). Ma l’ottimismo cala a Roma (57%) e tra i più giovani, con la Gen Z che guarda al turismo anche come fonte di problemi (14%).

I vantaggi più riconosciuti sono l’aumento dell’occupazione, la promozione delle tradizioni locali e le entrate fiscali per i Comuni. Ma a preoccupare sono soprattutto gli effetti collaterali: aumento dei rifiuti, sovraffollamento, caro-affitti e perdita di autenticità.

Il caso Taormina: la bellezza assediata. Se la ricerca di Ipsos fotografa una tendenza nazionale, Taormina rappresenta un esempio emblematico dell’impatto dell’overtourism su un piccolo centro ad alta vocazione turistica. La “Perla dello Ionio”, meta di eventi internazionali, crociere e turismo di lusso, nei mesi estivi affronta ormai da anni una pressione insostenibile.

Il centro storico di Taormina si trasforma in un corridoio affollato di turisti, mentre per i residenti diventa sempre più difficile trovare un’abitazione in affitto. Molti immobili sono stati convertiti in strutture ricettive o locazioni brevi, portando a una drastica riduzione dell’offerta abitativa stabile. Anche le attività storiche stanno cedendo il passo ai brand di lusso.

Le problematiche evidenziate a Taormina – affitti brevi, sovraffollamento, perdita di identità urbana – si ritrovano chiaramente nella mappa del “malessere” urbano tracciata dall’indagine Ipsos. Taormina, in sostanza, anticipa con evidenza le criticità di un modello turistico che rischia di diventare insostenibile. E, alla fine della fiera, se ne parla sempre più spesso ma ad oggi una soluzione risolutiva non c’è.

Prospettive e soluzioni. La ricerca Ipsos suggerisce alcune linee di intervento condivise dagli italiani: limitare gli affitti brevi, introdurre forme di regolamentazione degli accessi (come il ticket a Venezia), potenziare la mobilità locale e garantire servizi esclusivi ai residenti. Anche per Taormina potrebbe essere il momento di adottare una strategia di tutela e gestione del turismo. Perché se il turismo è un valore, la sua crescita incontrollata rischia di compromettere proprio ciò che lo rende possibile: la bellezza dei luoghi, la vivibilità delle città, l’identità delle comunità.

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