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Incredibile a Taormina: parla di legalità chi ha “disattivato” il ponte radio della Protezione Civile e le telecamere del Comune

TAORMINA – A Taormina si è parlato di legalità. Lo si è fatto in una bella sala d’epoca, con microfoni ben funzionanti, un pubblico a fare da cornice e interventi preparati. Peccato che a tenere una conferenza sia stato proprio chi poco tempo fa (per esattezza lo scorso febbraio) ha disposto lo spegnimento del sistema di telecamere di videosorveglianza del Comune di Taormina, lasciando zone sensibili senza controllo. Un danno procurato al Comune di Taormina e alle Forze dell’Ordine che nel loro impegno quotidiano nel territorio possono avvalersi di questo prezioso supporto. Contestualmente è stato allora anche staccato a Taormina, come si ricorderà, il ponte radio dell’associazione di Protezione Civile – Radio Valle Alcantara, che serve la popolazione in particolare per i casi di emergenza come potrebbe essere il verificarsi di un evento sismico o qualsivoglia altra calamità naturale.

I fatti in oggetto, che vi abbiamo rivelato su TN24, sono stati ricostruiti in termini ben precisi in un documento ufficiale di 50 righe. Un consigliere comunale, Luca Manuli, a seguito della nostra denuncia pubblica della vicenda aveva presentato poi una istanza di accesso agli atti al Comune. Ma ad oggi non risulta che quel documento e tutto il carteggio gli sia stato trasmesso.

Siamo (e rimaniamo) nel campo dell’interruzione di pubblico servizio. Materia che per la legge italiana non è una passeggiata ai giardinetti e viene considerata un reato. Ma nel Ducato di Taormina l’Amministrazione di Taormina, a partire dal sindaco eletto, Cateno De Luca, e quello ombra, Massimo Brocato, si sono trincerati nel silenzio, forse pensando che questa storia sarebbe sfumata con il trascorrere del tempo e poi finita in cavalleria. Un segreto, come Fatima o la “soluzione” per il Ccpm. Mistero, cantava Enrico Ruggeri.

La videosorveglianza è rimasta inattiva dal 2 febbraio e per un mese e mezzo, ripristinata soltanto il 17 marzo, a seguito della nostra segnalazione. Il ponte radio di Taormina, addirittura è rimasto spento pure dopo, sino ad ora. Insomma, con la sicurezza dei cittadini di Taormina non si scherza. E se qualcuno si arroga il diritto di poter “giocare” non ci si può girare dall’altra parte e far finta di niente. Oppure “ammugghiamu”? Eh no.

Ma ecco il colpo di teatro. Chi si è reso autore di questi (gravi) accadimenti non soltanto non viene chiamato a risponderne ma adesso è stato portato a Taormina per fare una conferenza nell’ambito di una rassegna culturale. E sapete su quale tema? La legalità.

L’evento non lo ha organizzato il Comune di Taormina ma qualcun altro che vola più alto, questo però sposta poco o nulla, anche perché il “terzo” – come venne ribattezzato in Consiglio comunale – che ha staccato la videosorveglianza e il ponte radio qui lo si è fatto apparire, sempre da relatore, pure in un ulteriore evento culturale, conferenziando in presenza del sindaco, che interveniva pure lui. E in sala c’erano altri amministratori ad ascoltarlo in sala.

Una (anzi due, tre) di queste cose farebbero quasi ridere se non ci fosse da piangere a pensare come si possa mancare di rispetto in questo modo alla Città di Taormina e ai taorminesi. Con nonchalance.

Predicare legalità senza praticarla è una presa in giro a quelli che hanno sacrificato la vita per il rispetto delle leggi. Ridurre il concetto di legalità ad un “cambio merce”, perché questo di fatto è avvenuto a Taormina, è ancora peggio.

Far filosofeggiare di legalità chi non si è fatto problemi a spegnere le telecamere e il ponte radio di una città è un paradosso al “confine” tra un esercizio estremo di disincanto etico e la sublimazione della barzelletta elevata al rango di serietà. Per parlare seriamente di legalità bisogna avere i titoli e quelli non si comprano dal supermercato. Di certo il tema non può ridursi al livello di uno scambio tra la concessione di qualche pernottamento gratuito a Taormina e un pò di incenso. Speriamo che Giovanni Falcone e Paolo Borsellino non si siano accorti di queste dinamiche così squalificanti e mortificanti.

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