“Quella di Bologna è una vicenda dolorosa che impone anzitutto rispetto per la persona deceduta e per i suoi familiari. Proprio per questo ritengo doveroso attendere l’esito degli accertamenti. La magistratura sta lavorando e avrà tutta la collaborazione delle istituzioni. La Questura di Bologna ha già messo a disposizione ogni elemento utile, comprese le immagini delle bodycam, a riprova della piena trasparenza con cui si sta agendo”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in un’intervista al Messaggero.
“Gli agenti sono intervenuti su segnalazione dei cittadini, per gestire una situazione particolarmente critica. In ogni intervento la priorità resta sempre la tutela della vita e dell’incolumità di tutti i presenti, compresa quella di chi si trova in un forte stato di alterazione. Saranno le verifiche a ricostruire con precisione la dinamica dei fatti, ed è corretto attendere quegli esiti. Mi rattrista constatare come, ancora una volta, alcuni cerchino di piegare quanto accaduto contro le forze dell’ordine, alimentando pregiudiziale ostilità verso chi indossa la divisa. Sono le stesse persone che, da un lato, accusano il Governo di non fare abbastanza per garantire la sicurezza e di impiegare in misura insufficiente le forze di polizia; dall’altro, quando quelle stesse forze intervengono, ne contestano sistematicamente l’operato”.
Secondo il ministro, “come ogni cittadino ha diritto alla presunzione di innocenza, lo stesso principio deve valere per chi indossa la divisa. A riprova della complessità del loro lavoro, basta citare qualche numero: i feriti tra le Forze di Polizia, compresa la polizia locale, sono aumentati del 62% in questo primo semestre dell’anno. Non mi sembra siano numeri da Stato di polizia”, sottolinea. Non è che si va verso un “modello Ice” anche per la Polizia italiana? “In Italia nessuno è al di sopra della legge. Nessuno scudo penale, neanche agli appartenenti alle forze di polizia. Che, peraltro, godono di una estesa fiducia in Italia e all’estero. Sostenere il contrario è una becera strumentalizzazione di una tragedia come questa”, spiega.
“Credo che il modo più serio di onorare la verità sia lasciare che le indagini facciano il loro corso. Va peraltro detto che gli agenti sono intervenuti in un contesto molto difficile, chiamati dagli stessi residenti del quartiere per un soggetto aggressivo ed in escandescenza, che tra l’altro ha anche colpito gli operatori. In molti altri casi, situazioni del genere hanno messo a repentaglio l’incolumità delle persone”, conclude il ministro.


