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Il regalo di Biden: un altro anno di guerra in Ucraina

In un mondo di buon senso e ragionevolezza ci si aspetta che l’incontro alla Casa Bianca tra il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky e il presidente americano, Joe Biden, possa essere l’occasione buona per cercare uno spiraglio di pace, un primo passo importante per individuare il modo di fermare l’invasione della Russia in Ucraina, che sta devastando un Paese, ha fatto un numero impressionante di morti tra i civili e i militari (in questo caso da entrambe le parti) e ha messo a dura prova l’economia internazionale ma soprattutto quello europea.

Ha ragione Zelensky nel rilanciare il suo monito: “Vladimir Putin potrebbe spingersi oltre l’Ucraina e potenzialmente poter invadere stati dell’ex Unione Sovietica”. E non si può dire che sia sbagliata la disponibilità degli Stati Uniti a sostenere ancora la difesa dell’Ucraina, al cospetto degli invasori russi. E’ la tempistica delle scelte che lascia molto perplesse.

Dalla conferenza stampa dei due Capi di Stato ci si aspettava ben altro, non l’annuncio che in pratica sarà un 2023 di guerra in Ucraina, un altro anno di conflitto senza tregua, via terra e ora pure per via aerea. Si evidenzia quasi con tono trionfalistico che gli Stati Uniti metteranno a disposizione i patriot (ma perché prima no e ora sì?) e che arriveranno altri 2 miliardi di aiuti all’Ucraina. Il problema è che si parla solo di armi, altre armi. E i diplomatici che dovevano mediare tra le parti? Dispersi, forse defunti non si sa dove.

Il presidente americano non trova il coraggio e probabimente neanche la lucidità di fare l’unica cosa che bisognerebbe fare in questo momento: costringere Putin a sedersi ad un tavolo e trattare la pace. Ci aveva provato (forse farloccamente o magari no) il “matto” russo a chiedere un incontro con Biden, che per tutta risposta si è limitato a dire di essere disponibile ad incontrare Putin solo quando si sarà ritirato dall’Ucraina. Una risposta mediamente in politichese, praticamente ai confini dell’idiozia perché è chiaro che Putin non ha nessuna intenzione di ritirarsi e bisogna affrontarlo, non evitarlo. Invece si consente che la guerra vada avanti ad oltranza, con altre vittime, altro spargimento di sangue e una follia bellica che dura ormai da 10 mesi.

Per ottenere i patriot il presidente ucraino ha atteso 300 giorni di guerra. Non si comprende perché la difesa aerea dell’Ucraina fosse una soluzione sbagliata ieri e perchè sia diventata improvvisamente giusta adesso. Noi pensiamo che sarebbe stato logico agire così all’inizio e bloccare sul nascere le ostilità. Non far proseguire il conflitto in questo modo, nella prospettiva di una guerra permanente che nessuno sa come e quando potrà essere fermata.

“Per noi i Patriot sono un sistema difensivo e non rappresentano un’escalation. Putin perderà, ha già perso. Non riuscirà ma ad occupare tutta l’Ucraina”, ha detto Joe Biden. E sull’augurare la sconfitta a Putin siamo tutti d’accordo. Ma come si vuole arrivare a questa sconfitta della Russia? Con un altro anno di guerra? Il cammino verso la pace si svilupperà con tutta calma, magari indebolendo nel frattempo l’economia dell’Europa? A pensare male….

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