Rasmus Hojlund ha commentato sul canale YouTube del noto portale sportivo Sports Illustrated i suoi primi sei mesi con la maglia del Napoli. Il bomber danese non fa mistero della sua soddisfazione per come stanno andando le cose con la maglia azzurra.
“Se mi sento un ventiduenne “esperto”? Sì, penso di averlo già detto. Ho giocato molte partite da professionista. Ho giocato tornei importanti, Champions League, Europa League, campionati diversi, Italia… ho già giocato in molti club. Quindi sì, a volte mi sento come se fossi… non voglio dire un giocatore esperto, perché non lo sono, ma ho già un po’ di esperienza. Ed è una questione di dare il meglio di ciò che ho e allo stesso tempo continuare a imparare, perché ho ancora tantissimo da imparare. Ovviamente ho 22 anni: se mi confronti con qualcuno molto più giovane magari sembrano tanti, ma in generale non sono vecchio. Ho ancora molto margine di crescita”.
“Lo United è stato piuttosto chiaro con me: non facevo parte dei piani per questa stagione. Senza competizioni europee, credo che il Napoli abbia visto un’opportunità. Appena ho sentito il loro interesse, ho chiarito subito al mio entourage che volevo andare solo lì. Ho avuto buoni colloqui con l’allenatore, con il direttore sportivo e ovviamente anche con la squadra”.
Il primo colloquio con Conte. “Sì, è stata piuttosto breve. Eravamo entrambi molto chiari sul fatto che fosse un buon passo per me. Ci siamo trovati subito bene. È stata una conversazione corta, ma molto positiva. È un allenatore incredibile. Ho visto fare cose positive ovunque sia stato. Quando ti chiama, devi solo dire sì”.
“Se avevo parlato con McTominay? Sì, ma siamo in fasi diverse delle nostre carriere. Io ho ancora tanto da imparare. Lui è più grande, con più responsabilità alle spalle. Anch’io voglio dimostrare qualcosa, ovviamente, ma sono giovane e devo giocare. Per questo questa era una buona opportunità”.
Il danese ha poi parlato dei suoi obiettivi e di Lukaku: “Crescita personale. Essere la miglior versione di me stesso. Migliorare ogni giorno, ascoltare l’allenatore, imparare dai compagni. Romelu tornerà presto: voglio imparare anche da lui. Ha tantissima esperienza con questo allenatore. Assorbire tutto, rimanere in forma, rendere in campo. Rom è una persona fantastica. Non lo conoscevo bene prima. Abbiamo parlato un po’ in campo e ho anche una sua maglia a casa. È un idolo per me, l’ho sempre ammirato. Ovviamente voglio giocare anch’io, ma c’è competizione ed è giusto così. Voglio imparare da lui: segna sempre, sa legare il gioco, può darmi tantissimo”.
Il Mondiale? “Significherebbe tutto. Prima dobbiamo vincere due partite difficili, ma abbiamo ancora l’opportunità. L’America sarà un posto pazzesco in estate. Sarà incredibile”.
Le differenze tra il Rasmus dell’Atalanta e quello del Napoli? “Sono più maturo e un giocatore migliore. Ho imparato tanto a Manchester, giocando in uno dei club più grandi al mondo, con tanta pressione. Ora sono a Napoli e sono felicissimo, ma sono stato felice anche a Manchester. Molti sono ancora miei amici. Li seguo e faccio sempre il tifo per loro”.


