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Gubitosi (Luiss): “Grande impatto di White Lotus a Taormina”, turismo deve puntare sulla formazione”

Quanto sarà centrale e che impatto avrà da qui ai prossimi anni il mercato turistico che non vorrà offerte standardizzate ma cercherà una realtà fortemente improntata sulla qualità? La questione è stata affrontata nei giorni scorsi al Forum Internazionale del Turismo e nell’occasione il presidente della Luiss Guido Carli, Luigi Gubitosi, ha fatto il punto della situazione, richiamando anche l’effetto avuto dalla serie tv “White Lotus” su Taormina.

“Il turismo bisogna analizzarlo con lo sguardo rivolto al presente e al futuro ma anche partendo dalle radici, da lontano – spiega Gubitosi -. Le grandi catene oggi hanno un vantaggio importante nella gestione complessiva dei flussi internazionali di turisti. Le catene nascono nel dopo-guerra, negli Stati Uniti in particolare, per dare un unico standard. Penso a Hilton e Holiday Inn, etc. In Italia il primo tentativo lo ha fatto poi la Jolly Hotel perché mancavano gli alberghi al Sud. Quelli bravi riescono ad emergere un’impronta di qualità in linea con gli elementi del territorio e alcuni puntano su uno standard di servizio molto importante. Ma chi ha un’unica, singola, struttura può competere lo stesso ed anzi può giocare sulla diversificazione, sul tocco particolare. Tutti, in ogni caso, oggi devono avere un’attenzione forte alla tecnologia e adeguarsi a quello a cui la gente è ormai abituata. Pensate se uno non avesse la connessione internet in camera ed è chiaro che in quell’albergo uno poi non ci va più”.

Gubitosi ha analizzato, citando l’esempio di Taormina, come è cambiato il turismo dall’epoca del Grand Tour all’era di White Lotus: “Il turismo per come lo conosciamo è un mestiere relativamente recente. Il turismo di massa nasce alla metà dell’Ottocento con le ferrovie inglesi. Il primo agente di viaggio fu Thomas Cook, e lì ci fu una politica intelligente con il governo britannico che impose a chi gestiva le ferrovie di avere un treno al giorno con prezzi bassi. Cook radunava i gruppi e li portava in giro per l’Inghilterra. Era una cosa che facevano gli aristocratici, lo chiamavano Grand Tour gli inglesi. Poi la tecnologia ha permesso di fare il turismo moderno. Quanto bene ha fatto “White Lotus” a Taormina? Quanta pubblicità avrebbe dovuto fare la Regione Siciliana per lanciare in tal senso Taormina? Ma questo implica anche che ci siano delle Film Commissione che ne devono capire. La Puglia ha gestito bene l’industria cinematografica, altre regioni se ne occupano meno. I film sono fatti in molti casi in poche regioni e la Sicilia è una di queste e anche il Commissario Montalbano ha lanciato una certa Sicilia, in parte di fantasia, ma i luoghi poi erano quelli. Il numero di aziende del settore diminuirà e continuerà a scendere, le piccole nel tempo vengono assorbite, cambia la tecnologia intorno e va fatta la formazione”.

“La formazione deve preparare il personale ma anche i dirigenti del turismo. Quando si parla di formazione uno pensa agli alberghi e ai ristoranti. In realtà parliamo anche di infrastrutture. I turisti stranieri hanno bisogno di infrastrutture di qualità. La tecnologia, come detto, ha una valenza irrinunciabile e bisogna formare le persone a formare gli strumenti. Non pensiamo solo all’intelligenza artificiale ma anche alle app, IA prende dalla rete tutto ciò che trova sulla Rete ed è importante sapersi muovere e valutare bene le informazioni”, ha rimarcato sempre l’ex direttore generale della Rai, ora alla guida della Libera università internazionale degli studi sociali “Guido Carli”.

Infine la questione del sovraffollamento turistico, che interessa tante città italiane ed estere, in un contesto che investe pure Taormina: “Sull’overtourism – ha detto Gubitosi – rinomate località come Venezia e Barcellona hanno messo delle regolamentazioni con misure anche molto stringenti, ma a New York hanno regolamentato l’Airbnb, che sta prendendo il sopravvento in alcune aree, come il centro di Roma”.

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