Alberto Stasi comincia ad avvicinarsi ad una possibile scarcerazione dopo 10 anni trascorsi in carcere per il delitto di Garlasco. L’unico condannato per l’omicidio di Chiara Poggi sembra, infatti, avere le carte necessarie da giocare per poter chiedere una revisione del processo, che in caso di esito positivo potrebbe consentirgli di lasciare il carcere di Bollate, dove è ormai detenuto dal 2015 per effetto della condanna definitivo a suo tempo inflittagli dai giudici.
I legali di Stasi stanno aspettando la chiusura delle indagini e dunque l’esito dell’udienza del 18 dicembre che riguarderà il nuovo indagato Andrea Sempio, accusato di omicidio in concorso dalla Procura di Pavia. A quel punto, sulla base dello scenario che maturerà in merito alla posizione di Sempio e all’esito di questa fase di indagini, il pool difensivo di Stasi potrebbe procedere con la formalizzazione e presentazione dell’istanza di revisione del processo. Ma c’è anche un’ipotesi ancora più clamorosa di cui racconta in queste ore in un suo articolo Rita Cavallaro, cronista de “Il Tempo”. “La richiesta di revisione potrebbe giungere anche dai pm di Pavia”, riporta Cavallaro. Forse anche per questo i legali di Stasi stanno attendendo prima di chiedere la revisione. Una eventuale iniziativa direttamente da parte dei pm di Pavia avrebbe evidentemente un altro peso, determinante, per la vicenda.
“La nuova inchiesta su Garlasco – evidenzia Cavallaro – accorcia la strada della revisione per Alberto Stasi. Non è un mistero che il fascicolo contro Sempio, aperto dalla Procura di Pavia, che starebbe completando l’impianto accusatorio per chiedere il processo per il nuovo indagato, andrà a incidere sul percorso detentivo dell’unico condannato per il delitto di Chiara Poggi, il quale sulla base del nostro ordinamento e in presenza sia di elementi nuovi che di un presunto responsabile alternativo può già chiedere la revisione del processo”.


