Nel caso Garlasco la difesa di Alberto Stasi ha indicato già negli anni passati la possibile presenza in casa Poggi nella mattinata del delitto di Chiara Poggi di un “soggetto mai individuato”.
Si sarebbe trattato di “un fumatore”. Di questo aspetto si parla nella sentenza della Cassazione che nel 2015 ha condannato Stasi, ritenendolo colpevole dell’omicidio della fidanzata.
“L’imputato – ha scritto la Cassazione -, dopo aver censurato il fatto che nella sentenza impugnata vi sarebbe il riferimento ad un file che riporterebbe il posacenere rinvenuto a casa di Chiara, contenente residui di cenere, laddove tale file contiene, invece, una fotografia del cortile di casa Poggi, ripropone in questa sede, in maniera non compiutamente comprensibile – la “questione del posacenere svuotato da mozziconi”, che comproverebbe l’ingresso quella mattina in casa Poggi di un soggetto mai individuato, ma noto a Chiara, fumatore, laddove l’imputato non fumava”.
“Sul punto – prosegue la Cassazione -, al di là dell’erronea indicazione del numero del file, le valutazioni della Corte territoriale secondo cui: il padre di Chiara Poggi era un forte fumatore, che lo stesso era solito fumare proprio in cucina, che il posacenere in metallo in questione presentava solo dei “residui” di cenere che normalmente rimangono sul metallo dopo lo svuotamento, in assenza di accurato lavaggio con acqua, e che la nicotina notoriamente rimane a lungo nei capelli e sugli indumenti delle persone che abbiano a che fare con i fumatori – non risultano in alcun modo smentite. La deduzione, invero, poco chiara e disancorata da precisi elementi secondo cui il fatto che tale posacenere sarebbe stato svuotato risulterebbe dal contenuto di un’intercettazione telefonica e non dalle fotografie – non pare in alcun modo idonea ad incidere su quanto ritenuto dalla Corte territoriale”.
“L’imputato – concludeva la Corte Suprema nel pronunciamento sul delitto di Garlasco – ripropone altresì il tema dell’ingresso di uno sconosciuto in casa Poggi quella mattina, sulla base del rilievo che tre dei quattro cassetti del mobile collocato nella saletta della televisione, erano semiaperti”.
E’ pensabile che un soggetto non individuato, come asseriva la difesa di Stasi, sia entrato in casa Poggi, a Garlasco, la mattina del 13 agosto 2007 e che abbia commesso il delitto? Di chi si trattava? Era una persona che Chiara conosceva? Ma soprattutto quale sarebbe il movente dell’omicidio? Il mistero rimane.


