Il programma “Mattino 5”, nell’approfondimento sul caso Garlasco, si è soffermato questa mattina sull’ipotesi che il delitto possa essere stato commesso da più persone e con più mezzi. Lo scenario di cui si parla, in attesa della Bpa che sta ricostruendo la scena del crimine, è quello di almeno due soggetti che avrebbero preso parte e/o commesso l’azione omicidiaria nei confronti di Chiara Poggi.
Apparirebbe improbabile che nella tragica vicenda verificatasi nella mattina del 13 agosto 2007 a Garlasco, vi sia stato un unico killer e una sola arma del delitto perché le ferite inferte alla vittima sono di natura differente e sarebbe anche improbabile che un unico assassino abbia cambiato arma e pertanto sostituito e/o alternato quindi più mezzi nel corso dell’aggressione.
Di questo aspetto determinante per arrivare alla verità nel giallo di Garlasco, ha parlato il professor Giuseppe Fortuni, medico legale, intervistato da Federica Panicucci ed anche la scrittrice Elisabetta Cametti si è espressa in analoghi termini.
“Il dott. Marco Ballardini, il medico legale che ha eseguito l’autopsia di Chiara Poggi – afferma Elisabetta Cametti – dice testuali parole “ove non si voglia ipotizzare l’utilizzo di tre oggetti differenti, diventa difficile trovare un unico oggetto con queste tre caratteristiche”, quindi già lui lo dice ed è molto chiaro. Oltre al corpo battente e ai fori, ci sono anche ferite da taglio, che non possono assolutamente essere riconducibili a nessuno degli altri due oggetti. E’ questo che porta a pensare che sia impossibile che abbia agito una sola persona. E poi per quale motivo una persona dovrebbe cambiare oggetto per continuare a colpire. Non ha senso. Ricordiamoci anche le tre macchie di sangue, fuori dalla scena principale del crimine, davanti al divano, dove i Ris all’inizio avevano ipotizzato che fosse iniziata l’aggressione, poi il perito dice invece che l’assassino si è fermato lì dopo aver ucciso Chiara e ha gocciolato”.
“Nella nuova Bpa, le tre macchie vengono analizzate e spiegate in altro modo. Adesso sembra ci sia una scena davvero contestuale. Mentre qualcuno finiva la vittima da una parte, qualcun altro – con un oggetto contundente sporco di sangue – ha fatto un passo indietro e ha gocciolato”, ha concluso Cametti nella sua analisi del delitto di Garlasco.


