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Garlasco, luci nella notte: il giallo choc della casa della nonna di Chiara

Nel delitto di Garlasco, tra i tanti misteri irrisolti della vicenda, uno in particolare rappresenta un vero e proprio enigma che alimenta inquietanti sospetti su quello che potrebbe essere accaduto nelle ore che hanno preceduto l’agguato mortale a Chiara Poggi.

La notte tra il 12 e il 13 agosto 2007, tre testimoni notarono infatti delle luci accese all’interno della casa disabitata della nonna di Chiara Poggi a Gropello Cairoli ed una piccola auto bianca parcheggiata davanti a quello stesso immobile. Chi era la persona o le persone all’interno di quella villetta? Lo storico del crimine Gian Guido Zurli ha ricostruito la misteriosa circostanza che alcuni hanno considerato, in ipotesi, come un evento collegato al delitto poi avvenuto, poche ore dopo, la mattinata del 13 agosto.

“La notte tra il 12 e 13 agosto – spiega Zurli – le luci della casa della nonna erano accese. La nonna era ricoverata in una casa di riposo per via di un incidente stradale. Chi c’era in quella casa? Non c’erano Chiara e Alberto, che – come ampiamente dimostrato – erano nella casa di Via Pascoli e proprio nel momento in cui i testimoni dichiarano che ci fossero le luci della casa della nonna aperte e anche un’auto parcheggiata fuori. In quelle ore non potevano esserci neanche il padre, la madre e il fratello di Chiara, che erano in vacanza in Trentino”.

“Sono sicuro – dichiarerà a verbale agli inquirenti il 24 agosto 2007 il padre di Chiara, Giuseppe Poggi – che Alberto non conosceva l’ubicazione della villetta di Groppello. Sono sicuro in quanto il 15 agosto, di pomeriggio, mia moglie riceveva una telefonata sul proprio cellulare dalla mamma di Alberto, che la notiziava circa il desiderio del figlio di vedere mia moglie. Nella circostanza mia moglie fu costretta a indicargli la strada per raggiungere la villetta. Non ce ne sarebbe stata la necessità nel caso in cui Alberto fosse a conoscenza dell’ubicazione della villetta. Escludo che Chiara sia salita all’interno dell’appartamento ubicato al primo piano. Al nostro rientro, avvenuto la notte tra il 13 e il 14 agosto 2007, siamo andati a dormire presso la villetta in questione, non accertando nulla di strano. Tutto era al suo posto”.

“Al nostro rientro a Garlasco, dopo la morte di Chiara – dichiarerà a sua volta a verbale sempre agli inquirenti la madre di Chiara, Rita Preda – il 22 agosto 2007 -, io, mio marito e mio figlio, siamo andati a dormire a Gropello. Non mi sembra di aver notato nulla di strano. Stasi non conosceva esatta ubicazione dell’appartamento di Gropello, anche se penso che ne conosca l’esistenza dello stesso. Sono sicura, perché dopo il 14 o 15 agosto mi chiamò la madre di Alberto, notiziandomi del desiderio del figlio di incontrarci ma evitando Garlasco, in quanto era piena di giornalisti. Gli dissi se volevano venire a Gropello, ed avito il suo consenso gli ho dovuto spiegare la strada per raggiungere la casa di Gropello, Poco dopo la telefonata sono giunti Alberto e la mamma”.

E allora perché c’erano le luci accese in casa della nonna di Chiara la notte tra il 12 e il 13 agosto? Ma soprattutto chi si trovava in quella casa cosa ci faceva? E’ plausibile che possa essere avvenuto un incontro ricollegabile alla successiva dinamica del delitto? Luci nella notte in una casa disabitata: anche questo aspetto potrebbe rappresentare, nelle nuove indagini della Procura di Pavia, una chiave del giallo di Garlasco.

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