Le anticipazioni della genetista Denise Albani riguardo al profilo biologico rinvenuto sulle unghie di Chiara Poggi ribaltano tutto nelle indagini sul delitto di Garlasco. Le prime risultanze formalizzate e trasmesse tramite pec confermano quanto la stessa perita aveva dichiarato in aula il 26 settembre scorso: il Dna è un “aplotipo parziale misto, degradato e di bassa intensità”, dunque non consolidato.
Secondo quanto filtrato, l’aplotipo rinvenuto sarebbe compatibile con la linea maschile della famiglia Sempio, anche se si tratta di una compatibilità parziale, priva cioè di tutti gli elementi necessari per attribuire il profilo ad Andrea Sempio in modo individuale e quindi inequivocabile.
Ma a questo punto, mentre potrebbe aggravarsi la posizione di Sempio se venisse dimostrato che quel Dna sulle unghie della vittima, è davvero il suo, allo stesso tempo avanza l’ipotesi che ci possa essere anche una seconda persona che avrebbe partecipato o forse era comunque presente sulla scena del crimine.
Sempio, al momento, risulta indagato per omicidio in concorso. Ma, al di là della presunzione di innocenza che rimane dovuta, in concorso con chi? C’è un’altra persona che potrebbe finire nel mirino delle indagini in corso? Esiste un “ignoto” che potrebbe essere il secondo killer o un complice dell’assassino. Diversi esperti concordano sull’ipotesi che i colpi inflitti a Chiara Poggi difficilmente possono essere riconducibili ad un unico soggetto.


