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“Fuoco amico” su Bolognari: il prof. non molla e ora pensa al repulisti

TAORMINA – Il cannoneggiamento è iniziato. Mario Bolognari è sotto attacco e l’obiettivo dichiarato è quello di costringere il sindaco di Taormina a desistere dai suoi propositi di ricandidatura. La prospettiva di un ritiro di Bolognari dalla corsa alla sindacatura è da tempo il “sogno proibito” dell’opposizione ma questo lo si sa. L’accerchiamento su Bolognari ora è partito anche e soprattutto all’interno della sua stessa maggioranza e porta la firma degli alleati (alcuni) che lo hanno sostenuto nel 2018, oggi sono in Amministrazione e intendono restarci sino a giugno ma nel frattempo hanno già scelto di fare altri percorsi: c’è chi ha già deciso di sostenere Cateno De Luca e chi andrà invece con l’opposizione. Il problema però va oltre la questione dei “deluchiani” e al di là dei primi segnali di tensione esplosi nella recente seduta di Consiglio comunale.

Ci sono anche quelli che hanno altre idee rispetto alla ricandidatura di Bolognari ma non vogliono dirlo apertamente: qualcuno non vuole palesarsi apertamente perché l’arte del coraggio nella vita non è per tutti, qualcun altro fa sapere che non si esporrà “per rispetto” del sindaco. Si tratta per lo più di quelli che propendono per l’idea di dare vita ad uno schieramento insieme all’opposizione, guidato da un altro candidato sindaco, con dentro alcuni pezzi di questa maggioranza e quindi senza più la guida dell’attuale sindaco. Una sorta di campo largo anti-De Luca. La “condicio sine qua non” per tale percorso sarebbe però il passo indietro di Bolognari, un’uscita di scena necessaria per compattare il fronte. Uno scenario che, tuttavia, ad oggi è una geometria virtuale, qualcosa che non c’è e non è nei piani dell’attuale primo cittadino.

Bolognari riflette e studia le prossime mosse, la pazienza non gli è mai mancata, ma comincia anche a stufarsi del “tira e molla” di chi la mattina è in maggioranza, il pomeriggio con De Luca e la sera flirta con l’opposizione. La tela di Penelope in salsa taorminese rischia di diventare come la morsa del ragno e il sindaco non vuole farsi imbrigliare. Il professore non ha intenzione di farsi staccare la spina con le stesse modalità avvenute nelle legislature di Passalacqua e Giardina. Il sindaco non molla, vuole difendere la fascia e, a quanto risulta, comincia a pensare che la strada da percorrere possa essere quella di mettere ordine con un “repulisti”. Resta da capire se deciderà di cambiare pagina nella composizione dell’aggregazione da mettere in campo alle elezioni o se invece darà uno scossone già in questa fase finale della legislatura.

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