Scene sconcertanti di guerriglia urbana a Torino con undici agenti feriti e una decina di persone arrestate durante la manifestazione organizzata contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. E’ un primo dato parziale di un pomeriggio di ordinaria follia, con episodi gravissimi come una camionetta della Polizia data alle fiamme ma soprattutto il barbaro pestaggio di un agente di polizia, circondata da alcuni manifestanti e poi preso a calci e pugno.
“Torino come una zona di guerra. Basta chiacchiere, basta ipocrisie. Serve un decreto legge straordinario. Lo Stato si riprenda l’ordine pubblico con il pugno di ferro”, è il commento del Segretario Generale Nazionale del COSAP (Coordinamento Sindacale Appartenenti Polizia), Sergio Scalzo, che rompe ogni indugio e denuncia i drammatici fatti avvenuti nel capoluogo piemontese.
“Oggi a Torino non abbiamo assistito a una manifestazione, ma a un tentato massacro pianificato dai delinquenti del centro sociale Askatasuna – spiega Scalzo -. Il bilancio è di 11 colleghi feriti, 11 servitori dello Stato, padri di famiglia che indossano la divisa per amore del Paese, selvaggiamente aggrediti, presi a sassate e bersagliati da bombe carta. Vedere un blindato in fiamme è l’immagine del fallimento di uno Stato che si lascia umiliare da criminali travisati”.
Il Cosap “esige risposte immediate e non mediabili”. “Sollecitiamo urgentemente un decreto Legge Straordinario: chiediamo al Governo di emanare immediatamente un provvedimento d’urgenza per riappropriarsi dell’Ordine Pubblico. Non possiamo più tollerare zone franche. Lo Stato deve avere il potere di intervenire preventivamente e con forza contro chiunque attenti alla sicurezza nazionale. Occorre decretare il reato di terrorismo per chi attacca la Polizia: chiunque alza le mani su un uomo in divisa deve marcire in galera con le aggravanti del terrorismo ed eversione. Non è “dissenso”, è un attacco alle fondamenta della democrazia. Basta con certa magistratura “ideologizzata” che “giustifica” “l’ingiustificabile” sotto la bandiera del “legittimo diritto di manifestare”. Minimizzare questa violenza è complicità morale. Servono condanne esemplari e pugno di ferro, senza sconti dettati da simpatie politiche o visioni buoniste”.
Il Segretario Nazionale del Cosap avverte: “Un padre di famiglia che va a lavorare per garantire la sicurezza non può tornare a casa in ambulanza perché lo Stato permette a quattro delinquenti di giocare alla rivoluzione. Se il Governo non ha il coraggio di agire con leggi speciali, si assuma la responsabilità del prossimo martire in divisa. La nostra tolleranza è zero, la nostra pazienza è esaurita”.


