Fabrizio Corona fa sul serio. L’ex re dei “paparazzi” prepara la sua discesa in campo in politica. Nei giorni della “guerra” con Mediaset, Corona si proietta nell’ennesimo colpo di teatro della sua parabola.
Da personaggio televisivo e imprenditore mediatico a possibile protagonista della scena politica: Fabrizio Corona è sempre più intenzionato a valutare di entrare nella contesa tra destra e sinistra. A modo suo e con un suo movimento. Non più soltanto provocazioni social o dichiarazioni a effetto, ma un ragionamento che – a quanto filtra – starebbe assumendo contorni più strutturati.
Nelle scorse settimane si era parlato di un possibile avvicinamento a Roberto Vannacci. Voci su contatti, ipotesi di candidatura, suggestioni su una lista capace di intercettare voto di protesta e attenzione mediatica. Un’operazione che avrebbe unito due figure fortemente polarizzanti, accomunate da un rapporto diretto con un pubblico che diffida dei partiti tradizionali.
Oggi però lo scenario sembra cambiare. L’idea che prende quota è che Fabrizio Corona non voglia candidarsi “con” qualcuno, ma “contro” il sistema nel suo complesso. Non come comprimario dentro un progetto altrui, ma come promotore di un contenitore politico personale. Una scelta coerente con il suo stile: centralità assoluta, controllo della narrazione, nessuna mediazione con strutture già esistenti. Una postura di rottura. Alla Corona, in pieno stile “Falsissimo” per marcare la differenza tra “lui” e “loro”, tra “lui” e il “sistema”.
Per il momento, l’ipotesi di una candidatura immediata verrebbe ancora accantonata o perlomeno “congelata”. Corona stesso avrebbe escluso un ingresso diretto e imminente nelle liste elettorali, rilanciando però un progetto più ambizioso: “Sto pensando alla creazione di un partito o di un movimento, sto decidendo”. Una frase – rilasciata a Cronache Maceratesi – che non chiude la porta alla politica, ma anzi la spalanca su un orizzonte più ampio.
A rafforzare questa sensazione ci sono altre parole pronunciate di recente: “Stiamo lavorando a due nuovi grandi progetti che ci possano rendere liberi dagli attacchi di qualsiasi potere”. Un passaggio che, letto in controluce, sembra andare oltre l’ambito imprenditoriale o mediatico. L’idea di “liberarsi dagli attacchi del potere” richiama un impianto tipicamente politico, fondato sulla contrapposizione tra establishment e outsider.
La vera incognita riguarda la forma che potrebbe assumere questa eventuale discesa in campo. Un movimento personale, fortemente identitario, costruito attorno alla sua figura e alla sua capacità di mobilitare attenzione? Oppure una piattaforma più strutturata, capace di intercettare un elettorato trasversale deluso sia dalla destra sia dalla sinistra? Corona riflette e il successo del momento potrebbe dargli un’onda lunga capace di impattare anche sulla politica e soprattutto su quelle fasce di elettori come i giovani, gli astensionisti e i delusi, che non si schierano né si riconoscono con nessuno dei due poli tradizionali. Un pò come accadde ai tempi in cui nacque il M5S, e non a caso c’è chi paragona una possibile presenza di Corona alla novità in passato rappresentata da Beppe Grillo. Figure diverse ma entrambe fuori dagli schemi e tutte e due capaci di parlare alla “pancia” degli italiani.
La sensazione è che Fabrizio Corona stia sondando il terreno, misurando reazioni e potenziale consenso. Un passaggio fondamentale, prima di rompere gli indugi in via definitiva. In un’epoca in cui visibilità e politica viaggiano sempre più intrecciate, il passo dall’influencer al leader di movimento non è più impensabile. Resta da capire se si tratterà dell’ennesima provocazione o davvero dell’inizio di un progetto destinato a lasciare il segno nel già affollato panorama politico italiano.


