Sull’Etna lo spettacolo non smette di rinnovarsi: anche negli ultimi giorni di aprile il vulcano regala a turisti ed escursionisti scenari fuori dal comune. Chi sale in quota si trova infatti a camminare tra imponenti canyon di neve, con pareti che in alcuni tratti superano i 6 metri di altezza.
Per garantire la percorribilità e la sicurezza dei collegamenti verso la vetta, gli operatori specializzati hanno aperto tracciati nel manto nevoso, consentendo il passaggio dei veicoli, inclusi quelli destinati al trasporto turistico degli escursionisti.
Il fenomeno è il risultato delle intense e persistenti nevicate che hanno interessato la Sicilia nei primi mesi del 2026, in particolare durante il passaggio del ciclone Harry, che ha portato precipitazioni eccezionali sulle quote più elevate del vulcano.
Ne nasce uno scenario suggestivo e raro: corridoi scavati nella neve, con pareti compatte e imponenti che trasformano la salita in un’esperienza quasi surreale.
Questi “canyon di neve” non sono però una novità assoluta. In passato erano un fenomeno ricorrente, soprattutto tra gli anni Settanta, Ottanta e Novanta, in particolare sul versante nord del vulcano. Negli ultimi anni, invece, condizioni simili si erano rarefatte, rendendo questo ritorno ancora più significativo.
Oltre all’impatto paesaggistico e turistico, le abbondanti nevicate rappresentano anche una risorsa preziosa. La neve accumulata sull’Etna contribuisce infatti in modo importante alla ricarica delle riserve idriche, garantendo un apporto fondamentale per il territorio siciliano nei mesi successivi allo scioglimento.
Uno spettacolo che sta attirando l’attenzione di appassionati, escursionisti e turisti, affascinati da un paesaggio invernale estremo che conferma ancora una volta la potenza e la straordinaria variabilità del vulcano attivo più alto d’Europa.


