L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, ha comunicato che dal sopralluogo svolto sull’Etna da personale INGV in campo, anche con l’ausilio di droni, si osserva che continua l’attività effusiva cominciata il 26 gennaio scorso intorno alle 12:00 locali (comunicato delle 13:16 locali).
Tale attività è alimentata da una bocca posta a quota di circa 3030 m s.l.m. che sta attualmente alimentando una colata lavica, che in area distale si divide in due flussi principali, il cui fronte più avanzato si attesta ad una quota stimata di circa 2800 m s.l.m.. Durante il sopralluogo, non è stata osservata attività esplosiva al Cratere Voragine, ma solo intenso degassamento. Dal punto di vista sismico nel corso delle ultime ventiquattro ore l’ampiezza del tremore vulcanico si è mantenuta stabile su valori medi.
Anche le localizzazioni del tremore sono rimaste stabilmente in corrispondenza del cratere Voragine ad una quota di circa 2900 metri s.l.m..
L’attività infrasonica si è mantenuta ad un livello medio sia come numero di eventi che come energia e risulta localizzata al cratere di Nord Est. Non si rilevano variazioni significative nei segnali delle stazioni di monitoraggio delle deformazioni del suolo


