Si va alle elezioni politiche il 25 settembre e, stando ai sondaggi, il ritorno alle urne sembra già una preannunciata cavalcata trionfale del centrodestra verso il futuro governo ma le cose sembrano decisamente più complicate di quanto forse hanno messo in conto Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.
Il centrosinistra allo sfascio, con l’alleanza tra Pd e M5S che si è rotta, regala una prateria al centrodestra verso Palazzo Chigi, eppure c’è chi pensa che la scelta di andare a votare adesso, a fine estate, potrebbe essere stato un azzardo. Si voterà con tanti italiani ancora in un clima vacanziero e con l’astensionismo che rischia di diventare un fattore non secondario e parecchia gente che, per vari motivi ma soprattutto perché non ha più fiducia in questa classe politica, non andrà neppure a votare.
E allora non c’è dubbio che la prospettiva sia quella di un possibile o probabile successo del centrodestra ma siamo certi che arriveranno anche i numeri sufficienti per formare un governo? Fratelli d’Italia incasserà percentuali di consenso molto alte, da vedere come andranno invece la Lega che ha perso la metà dei suoi voti rispetto al periodo 2018-2019, e soprattutto Forza Italia, che continua a perdere pezzi e, al netto della comunicazione con i social e della tecnologia, non avrà il Berlusconi di 20 anni fa che poteva fare campagna elettorale nelle piazze.
C’è già chi immagina che le elezioni finiscano, insomma, con il successo del centrodestra ma senza i presupposti netti per formare un governo. E a quel punto il Capo dello Stato che farà?
Mattarella, se non dovesse essersi una maggioranza netta sia alla Camera che al Senato, deciderà di dare il mandato per la formazione un nuovo governo di palazzo? Non è difficile immaginare che possa tornare d’attualità un’ipotesi che ha un nome e cognome: Mario Draghi (o magari qualcuno e qualcosa di simile). Sarà un Draghi bis a scoppio ritardato? E’ uno scenario da non escludere, ammesso che dopo aver mandato i partiti a quel paese, il banchiere sia disposto ad avere di nuovo a che fare con i suoi congiuranti.


