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DRAGHI MOLLA TUTTI E VA ALLA NATO

Mentre la guerra in Ucraina è ormai giunta al suo 54esimo giorno di ostilità e nessuno sembra in grado di fermare il bagno di sangue, in Italia fanno rumore in queste ore le voci sempre più insistenti che vogliono Mario Draghi ad un passo dall’addio al governo e di conseguenza all’Italia, per andare a ricoprire un alto ruolo in ambito internazionale, con tanti saluti ai partiti che qui litigano un giorno sì e l’altro pure.

Mario Draghi è stanco di restare a Palazzo Chigi ed è pronto ad abbandonare il governo con un anno di anticipo rispetto alla scadenza della legislatura. La notizia rilanciata proprio in queste feste di Pasqua dal quotidiano “La Verità” anticipa quella che dovrebbe essere l’exit-strategy dell’attuale primo ministro italiano, del quale si sostiene che “Non vede l’ora di fuggire e di prendere il posto di Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato”.

Il mandato del numero uno dell’Alleanza atlantica è scaduto e non è ancora stato sostituito soltanto a causa della guerra in Ucraina, che ha portato ad una proroga del suo incarico. La voce che circola con insistenza è quella che dovrebbe essere un italiano ad occupare tale poltrona e la prassi vuole che sia un ex primo ministro ad essere scelto per l’incarico. E la proroga del mandato di Stoltenberg sembra proprio che derivi dalla voglia di Mario Draghi di arrivare a dama, dovendo però “sbrigare” gli ultimi impegni da leader del governo italiano. In corsa, a quanto risulta, ci sarebbero stati sinora per andare a guidare la Nato anche Paolo Gentiloni ma soprattutto Matteo Renzi, da sempre vicino a Joe Biden, il presidente degli Stati Uniti che avrà un ruolo determinante nella scelta del successore di Stoltenberg. Renzi ci ha provato e ci starebbe provando ancora adesso a far valere i suoi “buoni uffici” negli Stati Uniti e negli ambienti della Nato ma a spuntarla potrebbe (o dovrebbe) essere Draghi. Non a caso, secondo alcuni, Draghi si sarebbe sbilanciato nel prendere posizione contro la Russia e contro Vladimir Putin, spingendosi in queste settimane, con le sue dichiarazioni, ben oltre le “tiepide” parole avute invece dai leader di Germania e Francia nella questione scottante della guerra in Ucraina. Un atteggiamento in linea con la posizione degli Stati Uniti e di Biden, che pare intenzionato a dare il via libera alla nomina di Draghi al vertice della Nato.

A quel punto Draghi si dimetterebbe, ad agosto (non prima di aver votato a luglio la Legge di Bilancio) e al suo posto andrebbe un altro tecnico e suo “fedelissimo”, il Ministro dell’economia e delle finanze, Daniele Franco, nome gradito al Capo dello Stato, Sergio Mattarella. Ma siamo certi che Franco riuscirebbe a tenere a bada i partiti che litigano e scalpitano con l’avvicinarsi del voto? Noi abbiamo molti dubbi. Anzi la quasi certezza che ricominceranno liti, tensioni e sceneggiate di palazzo, come prima e più di prima.

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