HomeAttualità e CronacaDr. Jekyll e Mr. Hyde: champagne, pane e cipolla a Taormina

Dr. Jekyll e Mr. Hyde: champagne, pane e cipolla a Taormina

TAORMINA – La questione Taormina Arte fa saltare il banco e toglie il tappo alla situazione incancrenita di vecchia data che ha visto la Regione Siciliana salire in cattedra su tanti fronti mentre Taormina è finita nelle retrovie, al traino, depredata e pure costretta a pietire la clemenza dei palazzi palermitani.

La storia è ormai nota, dal Teatro Antico a TaoArte passando per l’ospedale e il Ccpm e per tanti altri capitoli. Il paradosso di tutta questa vicenda è che la Regione Siciliana ha assunto un atteggiamento in modalità Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Uno sdoppiamento della personalità, anzi di approccio.

Nello stesso contesto la Regione mette ai margini Taormina sulle scelte che contano e la relega ad una condizione di sottomissione sulla Fondazione TaoArte, spadroneggia in tutto ciò che riguarda il Teatro Antico, spoglia l’ospedale San Vincenzo e poi accade l’inverosimile.

La stessa identica Regione Siciliana che se ne infischia delle istanze delle Istituzioni taorminesi poi viene qui in città, partecipa con i suoi massimi rappresentanti ai vari festival, che finanzia – con somme anche importanti – e che però diventano un palcoscenico imperdibile per esaltare una prospettiva di autoreferenzialità, il proscenio per celebrare il mondo dorato di una Regione che – in teoria – è al fianco di Taormina, la sostiene e la esalta pure. Dal Teatro Antico ai vari hotel della città si assiste ad una recita da soap opera, dove si decantano le lodi della Taormina bella e meravigliosa. Ma in realtà sodomizzata.

La politica regionale si prende la scena, sale in cattedra per momenti conviviali di alta espressività delle arti ma si dimentica che finora ha trattato Taormina a pesci in faccia. Oppure il solo fatto di finanziare due o tre manifestazioni da queste parti deve determinare l'(auto)assoluzione da tutti i peccati?

La Regione viene qui, filosofeggia e beve champagne. Canta l’amore (di comodo) per Taormina mentre i taorminesi vengono lasciati a pane e cipolla. Emozioni sotto le stelle, relegando il territorio nelle stalle. Grandi eventi che poi fanno venire una meravigliosa voglia di “recesso unilaterale”.

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