HomePolitica"Dimettiti e poi nel 2023...": proposta choc a Bolognari

“Dimettiti e poi nel 2023…”: proposta choc a Bolognari

TAORMINA – In attesa del ritorno sulla scena di Cateno De Luca, i riflettori della campagna elettorale per le elezioni Amministrative si spostano di nuovo sulle dinamiche locali e adesso tiene banco il tentativo, sempre piuttosto complicato, di compattare i due attuali schieramenti di maggioranza e opposizione in un’unica aggregazione che dovrebbe poi contrapporsi al parlamentare di Fiumedinisi.

In quest’ottica, dal punto di vista dell’opposizione ma anche di alcuni pezzi dell’attuale maggioranza, rimane il problema legato alla volontà del sindaco Mario Bolognari di volersi ricandidare ed è una posizione che blocca le mosse di quelli che nel 2018 erano contro il professore ma anche i nuovi piani di chi ancora adesso è con lui ma non vorrebbe sostenerlo nuovamente.

E nella discussione in atto sarebbe emersa anche una singolare proposta verso Bolognari. L’idea, decisamente clamorosa, di uno dei principali alleati del sindaco in carica è quella provare a convincerlo a fare un passo indietro dando addirittura le dimissioni in tempi stretti. “Si deve ritirare adesso e poi tra un paio di mesi potrebbe rientrare, a quel punto potrebbe essere ricandidabile con una nuova coalizione”. Provando a decodificare questa strategia si vorrebbero, in sostanza, le dimissioni di Bolognari, spingendolo ad uscire di scena per qualche tempo, così da determinare una sorta di reset e creando di riflesso le condizioni affinché alle elezioni possa essersi un sostegno traversale – e con un nuovo fronte unico – alla ricandidatura del professore. Alta strategia? Fantapolitica? O più semplicemente una fantasiosa minchiata in libertà tra le varie che stanno caratterizzando questa campagna elettorale all’insegna del tutto e contrario di tutto?

Da capire se questa idea verrà effettivamente messa sul tavolo a Bolognari come condicio sine qua non per risostenerlo o se la proposta sia stata persino già fatta.

In tutto questo c’è un piccolo particolare: se Bolognari dovesse dimettersi (cosa praticamente da escludere al 99,9%) al Comune arriverebbe un commissario ad acta per traghettare alle elezioni un ente che è già in dissesto finanziario. Pur di apparecchiare la tavola per le elezioni, insomma, c’è chi se ne infischia altamente anche di lasciare la città nelle mani di un commissario. Eppure le esperienze del 2006 e 2007 dovrebbero aver insegnato qualcosa.

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