HomePoliticaDe Luca pensa già alle Regionali: a Taormina dimissioni nel 2026 e...

De Luca pensa già alle Regionali: a Taormina dimissioni nel 2026 e voto con Naxos?

Cateno De Luca fa le “prove generali” verso le Regionali e le Politiche e comincia la sua lunga corsa politica verso appuntamenti elettorali oggi ancora lontani e che tuttavia vedono il sindaco di Taormina impegnato sin d’ora ad organizzare la strategia per provare a recuperare i consensi persi dopo il flop delle Europee che nell’isola ha visto crollare Sud chiama Nord dal 24% del settembre 2022 al 7.6% dello scorso giugno.

L’ormai probabile ingresso nel centrodestra ha tirato fuori Sud chiama Nord dal pantano dell’isolamento e ha rimesso, intanto, De Luca al centro della scena ma ora comincia il momento della verità. Nell’istante in cui si chiuderanno gli accordi all’orizzonte con Fratelli d’Italia e la maggioranza, conteranno i numeri, quelli del presente e nessuno degli alleati regalerà niente. Ecco perché De Luca pensa già alle Regionali e vuole giocare d’anticipo, si lancia in un tour esplorativo per sondare gli umori e poi a gennaio del 2026 – come lui stesso ha annunciato – darà il via alla sua campagna elettorale. A Taormina sarà sempre più responsabilizzato l’esperto del sindaco, Massimo Brocato, n.2 di Palazzo dei Giurati e nel frattempo De Luca aumenterà la sua presenza in giro per l’isola e farà salire il ritmo della pressione sugli elettori, disorientati e perplessi sulle mosse del parlamentare di Fiumedinisi da Monza in poi. De Luca sa che, ancora una volta, dovrà muoversi lui, in prima persona, a girare in lungo e in largo la Sicilia, perché i “fedelissimi” che lo attorniano sono bravi nell’arte della devozione al capo ma da soli non spostano e sono inconsistenti fuori dai confini della provincia di Messina.

A Palermo e a Roma si voterà nel 2027, nel 2026 invece si terranno le Amministrative nei comuni siciliani, come a Giardini Naxos. A Taormina si dovrebbe votare, come si sa, nella primavera 2028 ma la fascia tricolore verrà resa contendibile da De Luca prima, perché il 2027 sarà l’anno del voto delle Regionali e De Luca in quel momento già immagina di trovarsi al governo, in una maggioranza di centrodestra.

A Roma, quasi certamente, come nel 2022, anche stavolta si pensa di optare per l’election day con il voto cioè nella stessa data sia per le Regionali che per le Politiche: da capire se si voterà già nella primavera 2027 oppure poco più tardi, dopo l’estate, magari come fu nel 2022, quando si scelse di far votare il 25 e 26 settembre.

De Luca, da sindaco di Messina, lasciò il palazzo municipale ad inizio 2022, rendendo esecutive le sue dimissioni dal 6 febbraio. Poi le elezioni amministrative cui, il 12 giugno, De Luca accompagnò il suo candidato (Federico Basile) al successo. E, come detto, in autunno venne il tempo dell’election day Politiche-Regionali.

Adesso lo scenario comincia a delinearsi. De Luca potrebbe lasciare Taormina in una fase che precederà di pochi mesi la prima tornata elettorale utile per le Amministrative, con l’obiettivo – anche qui – di rendere quanto più breve possibile la parentesi della reggenza ad interim del municipio con un commissario: a Messina i mesi di commissariamento furono 3. A Taormina potrebbe essere altrettanto.

Già detto che il 2027 sarà l’anno delle Regionali e delle Politiche e che De Luca si concentrerà su quelle scadenze, il focus sulle altre elezioni (le Comunali) si sposta quindi sul 2026, l’anno delle Amministrative. Nel dettaglio, sulla base di quanto disposto dal Viminale e ratificato dalla Regione, sono 97 i Comuni siciliani (58 che hanno votato nel 2020 e 39 nel 2021) i cui cittadini saranno chiamati a rinnovare gli organi elettivi tra il 15 aprile e il 15 giugno del 2026 e poi del 2027. Va anche detto che nel 2027 si dovrebbe votare a Messina, “roccaforte” deluchiana dove, a meno di impensabili cataclismi, non è difficile immaginare come andranno le cose: l’attuale sindaco Federico Basile ha in tasca il bis e, per giunta, con il probabile sostegno stavolta anche del centrodestra. Una riconferma netta che avverrebbe nel quadro degli accordi che De Luca tratterà con i partiti di maggioranza.

Ecco perché, intanto, il “test” del 2026 sarà un primo banco di prova, la tornata in cui De Luca sarà chiamato a misurarsi per dare un segnale ai futuri alleati del centrodestra, che lo aspettano al varco per capire quale sia l’attuale consistenza elettorale odierna di Sud chiama Nord.

La provincia di Messina è la “comfort zone” di Sud chiama Nord. Nel 2026 da queste parti si voterà a Giardini Naxos, dove Sud chiama Nord punterà a prendersi il governo della città e l’andamento deludente dell’attuale Amministrazione sta incoraggiando la prospettiva della “presa deluchiana” di Naxos, spalancando le porte ad un risultato che ad oggi pare indirizzato. E allora attenzione perché De Luca, sapendo che nel 2027 si dovrà poi dedicare ad altri impegni e avendo contezza dei posti dove può vincere in “cavalleria”, potrebbe decidere di portare al voto anche Taormina già nella primavera 2026. D’altronde, De Luca a Taormina deve soltanto scegliere il suo erede a cui consegnare la fascia, a Naxos c’è una Giunta debole che non è in grado di ambire a un “domani”. Così il parlamentare di Fiumedinisi viaggia indisturbato e punta a piazzare le sue pedine alla sindacatura da una parte e dall’altra, nell’impotenza di avversari inesistenti che fanno il suo gioco e gli stanno spianando il terreno per una doppietta.

La prospettiva di Taormina al voto nel 2026 ad oggi è una tentazione, che può diventare un’opportunità o forse va considerata una stretta necessità di calendario, nei piani work in progress del sindaco. La scelta definitiva dipenderà dagli umori romani e, quindi, a cascata, dalle decisioni che matureranno nella capitale. Meloni andrà a caccia della sua riconferma e trascinerà al voto anche la Sicilia per farsi trascinare nel risultato. La premier stabilirà l’agenda e anche De Luca ragionerà di conseguenza, proiettandosi sempre di più verso quelle scadenze ma senza voler sovrapporre gli appuntamenti elettorali principali a quelli delle Amministrative.

Ricordiamo le dichiarazioni di De Luca del 14 dicembre scorso“La prossima volta sarò al governo della Sicilia. La legge mi vieta di continuare il mandato a Taormina. Mi dicono e mi chiedono di fare altri 5 anni, mi dispiace: la legge parla chiaro, chi è al governo della Sicilia, è incompatibile con il ruolo di sindaco. Quindi è chiusa la partita, farò parte del governo. Non metto limiti alla provvidenza, non so ancora ad oggi con quale ruolo ma in ogni caso voglio governare la Sicilia e mettere a disposizione la mia esperienza”.

ARTICOLI CORRELATI

POTREBBE INTERESSARTI

SEGUICI SUI NOSTRI SOCIAL

35,880FansLike
14,200FollowersFollow