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De Luca: “Da gennaio 2026 parte la mia campagna elettorale”. A Taormina le chiavi del palazzo a Brocato

TAORMINA – Cateno De Luca ha battezzato il nuovo anno con l’obiettivo dichiarato di accelerare i piani amministrativi a Taormina (e a Messina) perché poi a fine 2025 sarà chiamato a dare una risposta definitiva al centrodestra e verrà il momento di mettere nero su bianco agli accordi in fieri con le sorelle Meloni. L’alleanza con la coalizione del governo è virtualmente fatta, al netto dei tatticismi dialettici. E’ una promessa di seconde nozze già confezionata, che manca soltanto della data in cui le parti andranno all’altare.

Nel frattempo De Luca si gode una fase in cui il suo movimento riprende fiato dopo il tracollo delle Europee, si è tirato fuori dall’isolamento politico tramite l’abbraccio a Renato Schifani (il presidente della Regione) e la sponda preziosa di Gaetano Galvagno (presidente dell’Ars), e tiene pure la porta aperta anche al centrosinistra, giusto per non mettere limiti alla provvidenza. In realtà De Luca ha compreso che da quella parte sono più confusi che persuasi e non a caso quel flirt è già finito prima ancora di iniziare e si è aperto la strada per il ritorno, invece, nel centrodestra. E d’altronde se l’elettorato deluchiano non ha ancora metabolizzato la “catapulta” di fine anno del rientro all’orizzonte nel centrodestra, peggio ancora veniva vista la tentazione dell’approdo a sinistra.

Al di là degli umori elettorali che poi – si sa – sono sempre volubili, De Luca tesse la tela e prepara la trama politica dei prossimi mesi e pure dell’anno che verrà. Per il 2025 da una parte c’è l’attendismo della trattativa con il centrodestra, ma dall’altra parte – proprio perché tra un paio di mesi si dovrà mettere un punto – si cerca intanto di “accelerare” l’azione amministrativa nei territori. Da Taormina a Messina, “roccaforti” di Sud chiama Nord (o “succursali”, come le hanno ribattezzate i soliti antideluchiani) si cercherà di fare tutto quello che si può fare da qui a dicembre. Fare più in fretta possibile, perché poi verrà il tempo del rendez-vous finale alla Garbatella e gli equilibri potrebbero in qualche modo cambiare perché in un quadro allargato di coalizione qualcosina si deve pur concedere ai compagni di viaggio. Taormina lo dimostra, indubbiamente, che si sta cercando di spingere l’attività politica e amministrativa, come per la gestione del patrimonio (con relativo avviso sugli immobili e ricerca di investitori), la costituzione delle nuove partecipate. E così sarà – passando dall’Ars – anche sulla raccolta rifiuti in house e su altri ambiti ritenuti “strategici”.

“A Taormina sto facendo l’elefante nella cristalleria”, ha ribadito De Luca che da queste parti va alla carica indisturbato, detta i tempi, tuona e sgasa sul velluto, in versione one man show, sapendo di potersi divertire nel fare il bello e cattivo tempo in tutta tranquillità. Un’opposizione non esiste e quella che c’era, tra le macerie dei personalismi paesani, si è estinta come nella moria del Cretaceo-Paleogene, con i principali esponenti locali di quell’area politica ormai non rintracciabili nemmeno da “Chi l’ha Visto”. L’ultimo infausto avvistamento risale ad un’altra era geologica, nella primavera 2023.

E allora eccolo l’annuncio di De Luca: “A gennaio 2026 parte la mia campagna elettorale in vista del 2027. Non mi faccio dettare i tempi dagli altri e quindi tra un anno partirà il tour che sarà un’anticipazione di campagna elettorale”. E’ il timing per le future Regionali (e le Politiche) in programma nel 2027 ma prima ancora verso le Amministrative previste nella primavera 2026 alcuni comuni siciliani (tra questi anche Giardini Naxos, ndr). E lì sarà interessante vedere i numeri che usciranno, per verificare chi cresce e chi arretra, chi avanza e chi bluffa.

Dunque, tra un anno esatto De Luca si lancerà nella sua lunga volata verso le future tornate elettorali. Qualcuno addirittura già si sbilancia e profetizza con un certo margine di sicurezza il momento in cui il sindaco si dimetterà. Si vedrà. Un’idea abbastanza chiara ce la siamo fatti anche noi, ma ci sarà tempo e modo di soffermarci sul punto.

Una cosa è certa: nella fase conclusiva della legislatura taorminese, vedremo il parlamentare di Fiumedinisi proiettarsi verso la corsa alle Regionali e girare la Sicilia in lungo e in largo, nel tentativo di recuperare consensi. Intanto le chiavi del Comune di Taormina saranno sempre più in mano al n.2 di Palazzo dei Giurati, l’esperto Massimo Brocato. Come oggi, più di adesso.

Gli incastri politici di Roma e Palermo porteranno De Luca a stabilire il momento esatto delle sue dimissioni e a pianificare in via definitiva un’uscita di scena simile a quella di Messina. Ma prima di allora a Taormina sarà sempre più centrale la figura di Brocato, reggente di fiducia del sindaco, chiamato a tutto campo a guidare l’operato degli assessori, dei consiglieri e degli uffici. Ed è su quest’asse che si deciderà la scelta finale del futuro candidato sindaco targato De Luca.

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