Una conferenza stampa a Messina per mettere al centro dell’attenzione i risultati della “sua” Amministrazione a Messina, quella di cui è stato sindaco lui dal 2018 al 2022 e che, da lì in poi ad oggi, lo vede nel ruolo di “primo azionista” in affiancamento all’attuale sindaco Federico Basile. Cateno De Luca stamattina ha convocato un incontro al palazzo municipale del capoluogo, anche per stemperare il clima dopo le bordate che ha lanciato qualche giorno fa all’Amministrazione Basile, spingendosi sino all’aut-aut di essere disposto a “staccare la spina” a questo esecutivo.
De Luca marca il terreno politico a Messina, allenta la tensione e prova anche o soprattutto a spianarsi la prospettiva, non troppo fantasiosa, di un ritorno a Palazzo Zanca. Non ha ancora deciso se ricandidarsi a Messina ma ci sta pensando, è un opzione sul tavolo, è la forte tentazione dell’attuale sindaco di Messina. Una scelta forse quasi obbligata per provare a rilanciarsi in ambito regionale e per tentare di costruire in ottica futura un nuovo assalto palermitano (il terzo dopo il 2012 ed il 2022) alla presidenza di Palazzo d’Orleans.
“Abbiamo ricordato a tutti come sono arrivati oltre 100 milioni di euro alla città di Messina nel 2025. Siamo partiti dal 2017 per arrivare ai giorni nostri mettendo a disposizione della stampa documenti e video delle sedute del Parlamento Siciliano per mettere in evidenza e ricordare agli smemorati come abbiamo ottenuto le seguenti somme: € 25 milioni per la riqualificazione area ex Sanderson; € 40 milioni per il risanamento e sbaraccamento; € 20 milioni per emergenza idrica; € 10 milioni per co-finanziare due importanti infrastrutture (depuratore di Mili – impianto ex inceneritore di Pace) per potenziare il ciclo dei rifiuti evitando di perdere due importanti finanziamenti dal complessivo importo di € 35 milioni”.
Insomma De Luca dà i numeri, snocciola dati sui finanziamenti e lancia segnali politici. Messina è la priorità assoluta, la roccaforte che De Luca deve difendere a tutti i costi da qui ai prossimi due anni: con Basile se ce la fa a chiudere il mandato e se ci sono le condizioni per la sua ricandidatura, oppure con il colpo di teatro del ritorno di Cateno De Luca. Taormina e tutto il resto vengono dopo, restano sullo sfondo nelle valutazioni del capintesta. Basile è lì accanto a lui, da sindaco “fedelissimo” che impassibile sorridere e non fa polemica ma è relegato al ruolo di sindaco affiancato, primo cittadino con un tutor. Ed è un tutor che ha un potere totale, ti dà il dolce e l’amaro quando vuole, ti fa i complimenti e però poco prima ti bastona dichiarando che hai la “sindrome del Re Sole”. Un tutor che può decidere in qualsiasi momento, con uno starnuto o uno schiocco delle dita, di “staccare la spina” all’Amministrazione di Messina.
“Non mettiamo limiti alla Provvidenza – conclude De Luca -. Intanto continuammo a lavorare per le comunità che ci hanno dato fiducia individuando una prospettiva per la Sicilia ed i siciliani“. Un modo in gergo cateniano per sottolineare, se mai qualcuno se lo fosse scordato, che il mondo di Sud chiama Nord ruota tutto attorno alle sue scelte e al copione che lui e soltanto lui stabilirà.
“Non tutto è ancora successo”. Il mantra ammantato di profezia è scolpito sulla roccia del Nisi. Uno deciderà e gli altri faranno la coreografia. Vale per le Regionali e per le Amministrative. Così sarà a Messina e ovviamente anche a Taormina, dove i “devoti” locali di De Luca sognano – un giorno sì e l’altro pure – la fascia tricolore (con l’auricolore compreso nel kit) ed il passaggio di consegne. Il ritorno alle urne potrebbe avvenire in anticipo, sia a Messina che a Taormina, a seconda del piano che confezionerà De Luca.
Insomma De Luca si avvicina al ritorno a Messina, mentre a Taormina è già partita la “guerra” di posizione per e si lotta per ingraziarsi l’Imperatore e farsi scegliere. Poco importa se poi fare il sindaco è (o dovrebbe essere) una cosa un pò più seria e non la scelta del sanculotto di turno, come fosse un Pernigotti qualsiasi da pescare alla bancarella del torrone.


