Cateno De Luca va a Roma e al centro dei pensieri dell’attuale sindaco di Taormina c’è sempre di più la sua nuova sfida politica di “Ti Amo Sicilia” e il tentativo di trovare una strada per giocarsi le sue carte nella lunga corsa verso le future elezioni Regionali. Il parlamentare di Fiumedinisi è arrivato stasera nella capitale, dove solitamente porta avanti anche i suoi impegni professionali al vertice della Fenapi. Sullo sfondo c’è la Perla dello Ionio, che scivola sempre più in secondo piano, se non al terzo.
“Vado a prendere un aereo perché sono stato “convocato a Roma” per tutto il polverone che sta sollevando il segretario regionale della Lega Sicilia Nino Germanà”, scrive sui propri canali social il parlamentare di Fiumedinisi, riferendosi alle schermaglie delle scorse ore tra l’esponente messinese della Lega ed il fedelissimo deluchiano, il sindaco di Messina, Federico Basile.
Palermo come obiettivo di sempre da conquistare, Roma per scrutare l’orizzonte (occhio all’election day di primavera 2027) e per dimostrare di esserci, Messina da blindare (magari con il voto anticipato) e poi c’è il Ducato di Taormina. Una “Sicilia in miniatura” (De Luca dixit) che di questi tempi, in realtà, è anche e soprattutto terra di conquista per quelli che dalla Valle d’Agrò (in primis) e da altre parti, varcano il casello di Spisone all’arrembaggio di un pò di gloria sotto il cielo taorminese.
A Taormina la città dei due sindaci, ormai il sindaco in carica è sempre più quello “delegato” – Massimo Brocato – che governa per gran parte della settimana, non appare all’esterno ma regge le fila dell’attività amministrativa. E’ lui il grande protagonista, il “dominus” di Palazzo dei Giurati. Poi c’è il sindaco eletto nel 2023 dai taorminesi, pronto all’adunata di Caltagirone e immerso anima e cuore nel suo nuovo progetto regionale. De Luca ha consegnato le chiavi del municipio e due-terzi della propria fascia tricolore al fedelissimo, per proiettarsi nell’intenso pre-partita di un 2027 cruciale, nel quale si giocherà il tutto per tutto. “L’imperatore del Nisi” gira la Sicilia e presidia la capitale. A Taormina appare, scompare, poi riappare, e viceversa. A spot e a sprazzi, per le occasioni da copertina e per le deliberazioni che contano. Il leitmotiv di questa stagione politica è tutto qui. E non è più una novità.


