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Scontri in Val di Susa, Meloni: “La violenza non piegherà lo Stato”

“Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell’Ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato. A Chiomonte, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna, ancora una volta donne e uomini in divisa sono stati bersaglio della violenza di delinquenti incappucciati. A loro va la mia solidarietà e quella del Governo. La violenza non piegherà lo Stato: chi serve l’Italia non sarà mai lasciato solo”. Così la Premier, Giorgia Meloni, ha commentato gli scontri avvenuti ieri in Val di Susa.

Tensioni e scontri in Val di Susa hanno riguardato nella giornata di sabato la tradizionale marcia No Tav partita da Venaus. Circa 60 i feriti tra i rappresentanti delle Forze dell’Ordine. I manifestanti a prendere parte alla manifestazione erano circa 20 mila, che durante la marcia si sono divisi in due tronconi: una parte diretta a Chiomonte, un’altra verso la località di San Didero. Ed è proprio qui che si è verificata la prima guerriglia, con i lanci di petardi, razzi e bombe carta da parte degli attivisti, a cui gli agenti hanno risposto con i lacrimogeni. L’altro teatro di scontri è stato il cantiere di Chiomonte, dove sono penetrati centinaia di manifestanti. Il bilancio provvisorio racconta anche di quattro camionette date alle fiamme, due dei carabinieri e due della guardia di finanza. Disordini che durante il pomeriggio hanno provocato l’interruzione dell’A32 e pesanti rallentamenti sulla statale 25, oltre alla sospensione precauzionale della linea ferroviaria Torino-Modane. Poi, intorno alle 19, la situazione è cominciata a tornare alla normalità.

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