Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha parlato della manovra in una intervista al quotidiano Il Giornale.
“Rispetto all’impianto complessivo della manovra – ha dichiarato Sangalli a Marcello Zacchè – sono convincenti due aspetti: l’attenzione al percorso di sostenibilità della finanza pubblica e l’obiettivo urgente di sostenere il potere di acquisto delle famiglie. Mi riferisco, in particolare, alla previsione di alcune misure come la riduzione della seconda aliquota Irpef, la detassazione degli aumenti contrattuali e il ridisegno dell’ISEE familiare”.
“La direzione è giusta ma ci sono margini di miglioramento. Nell’incontro di qualche giorno fa con il Governo abbiamo ricordato la necessità di innalzare lo scaglione di reddito da 50 a 60mila euro a cui applicare il taglio di due punti di Irpef. Inoltre, di giungere, anche gradualmente, a una detassazione strutturale delle tredicesime. Un principio previsto dalla stessa Legge Delega per la riforma fiscale. La priorità è sostenere i redditi medio-bassi e dare ancora più ossigeno ai consumi, soprattutto in momenti chiave dell’anno”.
“Il nostro indicatore dei consumi, con un +0,3% a settembre, dopo il pesante calo dell’1,1% di agosto, conferma tutte le difficoltà della domanda interna. Con particolare riferimento al comparto dell’automotive (-2,6%), quello del tempo libero (-1,7%) e poi l’abbigliamento (-0,5%) settore ormai in crisi strutturale”.
E sui consumi: “Nel 2024 l’ economia italiana ha registrato una crescita moderata del Pil (+0,7%), con i consumi poco dinamici nonostante il contributo positivo del turismo straniero che ora rischia di venire ridimensionato dal previsto aumento della tassa di soggiorno. Nel lungo periodo le nostre previsioni evidenziano come, anche quest’anno, avremo ampie aree del Paese con livelli di Pil e di consumi ancora inferiori a quelli del 2007. Le nostre ultime stime indicano comunque una crescita allo 0,6% nel 2025 e 0,9% nel 2026 e consumi, rispettivamente, allo 0,8% e 1,2%”.
“Siamo di fronte ad un quadro coerente con quanto già emerso dal DPFP: una crescita programmatica pari, nel 2026, a quella tendenziale e previsioni molto prudenti anche per il biennio successivo. Va messa in campo, però, più ambizione per la crescita e coerentemente perseguita”.


