TAORMINA – Diventa, ancora una volta, un giallo la vicenda dell’auspicata conferma del Ccpm a Taormina. Il governo regionale aveva annunciato di aver chiesto al Ministero della Salute una deroga rispetto al decreto Balduzzi che a suo tempo ha imposto la presenza di un reparto di Cardiochirurgia pediatrica ogni 5 milioni di abitanti e che, di conseguenza, al momento impedirebbe la permanenza in attività del Ccpm Taormina alla luce dell’avvenuta riapertura di un analogo reparto presso l’ospedale Civico di Palermo.
E invece adesso l’on. Antonio De Luca, parlamentare regionale del M5S, rivela che da un suo accesso agli atti emerge l’assenza di iniziative formali o atti ufficiali da parte della Regione Siciliana presso il Ministero per ottenere una deroga al decreto Balduzzi.
“La proroga sulla convenzione tra la Regione Siciliana e il Bambino Gesù di Roma – spiega l’on. Antonio De Luca – scadrà alla fine del gennaio 2024. Il presidente Schifani ha dichiarato di aver inoltrato al Ministero una richiesta di deroga rispetto al decreto Balduzzi, affinché possano esserci due centri di Cardiochirurgia pediatrica in Sicilia. E c’è stato, tra l’altro, anche un incontro a Catania tra lo stesso Schifani (ed il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno) ed il Ministro, Orazio Schillaci. Gli unici documenti che mi sono stati trasmessi sono relativi al maggio 2023, nei quali la Regione Siciliana comunica al Ministro che il Ccpm di Taormina verrà sostituito dal centro presso l’ospedale Civico di Palermo, gestito dal San Donato Milano. Non ho trovato alcun atto o richiesta in cui il governo Schifani chiede se c’è la possibilità di avere un secondo centro di Cardiochirurgia Pediatrica in Sicilia, confermando quindi quello di Taormina. Vogliamo una risposta chiara e sapere se la Regione intende trasmettere questa richiesta per avere anche il secondo centro di Cardiochirurgia Pediatrica e mantenere così la struttura operativa a Taormina”.
“Al momento questa richiesta non c’è – aggiunge il parlamentare grillino – e la realtà confligge con quanto ha dichiarato il presidente Schifani. Delle due l’una: o il presidente della Regione ha dichiarato una cosa non vera e se ne assumerà lui la responsabilità o non mi è stata tramessa tutta la documentazione nell’ambito del mio accesso agli atti. Urge un chiarimento”.


