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Chemi: “Boom Usa a Taormina anche nel 2025. Ristorazione ad un bivio” (VIDEO)

TAORMINA – “Taormina vive un momento d’oro, che bisogna capitalizzare e cercare di vivere e interpretare nel miglior modo possibile. Ora anche la ristorazione deve salire di livello e accompagnare questa fase storica”. Lo afferma ai microfoni di TaorminaNews24 Peppe Chemi, proprietario insieme al fratello Antonio dello storico ristorante “La Botte”.

Da 52 anni “La Botte” a Taormina è un punto di riferimento della buona cucina nella capitale del turismo siciliano, il ritrovo per eccellenza dei vip, fiore all’occhiello di una storia che ha visto protagonista la famiglie Chemi e soprattutto il compianto Giovanni Chemi. Ed è una storia di successo che prosegue ancora oggi, simboleggiando l’identità della città che resiste ai tempi e la “prima linea” della ristorazione locale che rappresenta uno dei punti di forza dell’offerta della città ai suoi visitatori.

“La stagione 2024 è andata bene – spiega Chemi a TN24 -. I segnali positivi di ripresa, dopo il periodo tremendo della pandemia, li avevamo già visti nel 2023, che è stato l’anno del boom turistico anche grazie a “White Lotus” e alla spinta dell’Hotel San Domenico-Four Seasons. C’è stato un crescendo significativo che è proseguito anche quest’anno. Le prospettive, in vista del 2025, sono adesso ottime. Una spinta ulteriore arriverà dal volo diretto New York-Catania, che sarà attivato da Delta Airlines in primavera. E’ un fatto importante, la clientela americana è alto-spendente e fa girare l’economia di Taormina. E, a mio avviso, attenzione perché sono convinto che i turisti americani potrebbero anche far prolungare la nostra stagione sino a novembre e dicembre, decidendo di venire qui a svernare quando dalle loro parti il clima è più freddo rispetto al nostro”.

“La ristorazione – prosegue Chemi – ha un’evoluzione, come tutto. La mia famiglia ha un locale da 52 anni e in tutto questo tempo anche la ristorazione è cambiata. Il cliente ha altre esigenze e aspettative e Taormina oggi più che mai ha bisogno di poter contare anche su una ristorazione di alto livello. Tanti locali dovrebbero adeguarsi al momento storico. Il turismo è cambiato e non è più quello di 40 anni fa. Noi tra tra uno-due anni avremo una serie di interventi significativi di ammodernamento del locale, abbiamo già investito in questi anni. Siamo molto attenti alla percezione di quelle che sono le aspettative del cliente ma allo stesso tempo puntiamo sempre sulla tradizione e l’identità. Non abbiamo mai snaturato la nostra offerta”.

Infine il monito di Chemi: “E’ altrettanto chiara una cosa, e la voglio dire ai colleghi: ognuno deve fare la sua parte. Sono finiti i tempi in cui si pensava di avere un ristorante tanto per fare business. Oggi chi gestisce un ristorante deve mettere in conto che occorre sacrificarsi e metterci, non soltanto un impegno di carattere economico, ma anche tanta passione. Devo, comunque, evidenziare che ci sono a Taormina tanti colleghi che fanno una buona ristorazione e di questo ne sono felice per Taormina, perché si dà un’immagine positiva della città. Non condivido, invece, altri aspetti della ristorazione taorminese che a volte rischiano di fare un danno alla città e di certo non fanno bene al turismo”.

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