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Capodanno a Taormina tra balli, sogni e latte: la cena al Palacongressi boccia gli eredi di De Luca

TAORMINA – La cena-spettacolo del 31 dicembre al Palazzo dei Congressi di Taormina è ormai storia. Il Capodanno è passato, le polemiche no. D’altronde l’evento di fine 2025 è stata a suo modo il manifesto perfetto del “trapezismo” dell’attuale Amministrazione. Nella città dei due sindaci, uno (quello eletto) non c’è, perché ha altre cose a cui pensare in giro per la Sicilia, l’altro (quello delegato, fa il tutor di assessori e consiglieri ma il “pugno duro” preferisce usarlo nelle dinamiche degli ambiti tecnici) e allora i giovani deluchiani d’annata cavalcano il vuoto e provano a prendere campo e ritagliarsi i loro spazi. Un pò come in ogni famiglia dove i figli hanno fretta di mostrarsi adulti. Così a Taormina alcuni mostrano spirito d’iniziativa e una certa baldanza ma senza realizzare che non ci si può svegliare la mattina, consultare lo smartphone e immaginare di fare una cosa, infischiandosene del contesto e interpretare a modo proprio le regole. Il distintivo del “Ti Amo Cateno” non basta.

La stella polare di una disinvolta superficialità brilla nel cielo di alcuni esponenti dell’Amministrazione taorminese, forse troppo convinti che si può fare tutto e anche considerare i beni del Comune come un parco giochi. Perché tanto poi “papà” Cateno (De Luca) si limiterà a una piccola romanzina interna ma – per non fare brutta figura lui – all’esterno preferirà ergersi a difensore del gruppo e farà da ombrello, proteggerà la compagnia, arringando che tutto è bello e lindo, perfetto e trasparente e ricordando agli smemorati “evasori” e “zozzoni” taorminesi che – per chi l’avesse dimenticato – prima del giugno 2023 il cielo di Taormina era brutto e dissestato.

Sulla cena-spettacolo di Capodanno al Palacongressi è tutto chiaro, chiarissimo, come il Monastero di Santa Chiara. Lasciamo ad altri la diatriba. Ci limitiamo ad osservare che avevamo anticipato la vicenda il 16 dicembre scorso, prima (ribadiamo, “prima”) della delibera di Giunta poi apparsa il 19 dicembre all’albo pretorio e che (naturalmente) risaliva al 15 dicembre.

A suo modo è stato importante che quella cena si sia svolta. Tutto doveva andare esattamente come poi è andato.

Menomale viene invece da dire, per altri aspetti, che non ci siano stati ulteriori riverberi rispetto all’andamento dell’evento, perché poi c’è la cronaca eloquente, amarissima, di questi giorni dei fatti avvenuti a Crans-Montana. Quella che dovrebbe aprire le menti, insegnare tante cose e far capire a tutti che non si può scherzare e rischiare nulla con la previsione di eventi del genere. Non si possono fare equilibrismi in materia di sicurezza. La spocchia in politica (e non solo li) non porta da nessuna parte. Mai.

Tuttavia, volendo azzardare una previsione che (ancora una volta) ha buone probabilità di essere azzeccata, nessuno si sorprenda se poi a Taormina si potranno verificare altre situazioni discutibili analoghe a quelle della cena di Capodanno al Palacongressi. Accadrà ancora nel 2026. Vedrete. Tra non molto arriva il Carnevale: allacciate le cinture e preparatevi al déjà-vu del “Fate l’amore” a Taormina. Con tutti gli annessi e connessi.

Non si sorprendano troppo i taorminesi (e non) se alle note politiche o alle richieste complessive di chiarimenti sul Capodanno non c’è una risposta. E’ molto meglio il silenzio, se poi le repliche scadono nel tragicomico come quelle precedenti.

In fondo il problema di Taormina che molti non hanno compreso non è Cateno De Luca e non sarà nemmeno il quando andrà via. De Luca ha floppato a Taormina anche perché ha smesso in fretta di fare il sindaco, è troppo distratto dai suoi obiettivi palermitani e dalle dinamiche di partito ma ha la conoscenza della macchina amministrativa e non è in discussione la sua preparazione. Altra storia è ciò che lascerà in eredità a Taormina, la prospettiva cupa di chi rimarrà qui con l’ambizione di seguirne le orme e la percezione illusoria di avere i gradi al petto e le stellette del politico di rango. In altri contesti (a Messina nei quattro anni di De Luca sindaco) e anche a Santa Teresa (dove ci sono buoni assessori) qualche figura all’altezza è venuta fuori. A Taormina no. Il panorama all’orizzonte è scarno di politici emergenti e basta fare un giro in città, oltre i social, per accorgersi dell’umore che c’è.

De Luca è già proiettato ben oltre Taormina, insegue l’eterno sogno della presidenza della Regione. E lo abbiamo detto che inseguire i sogni è sempre una cosa bella. Al di là della realizzabilità effettiva.

La storia del Capodanno ballato al Palacongressi ha sancito una cosa, ove mai ci fosse bisogno di conferma: la bocciatura dei rampanti del dopo-De Luca a Taormina. Ognuno ha messo il proprio mattoncino al proprio flop e ha certificato il vuoto che c’è attorno a De Luca e alle sue spalle. La vecchia politica aveva portato la città al dissesto, la new era paesana non è migliore, non ha una parvenza di caratura politica e difetta pure di umiltà. I “Cateno boys” sgomitano, c’è chi insegue una nomination alla sindacatura e pure chi è in Consiglio da ieri mattina ma già pensa, s’atteggia (e sogna) da assessore. Cercano di bruciare le tappe e darsi un tono ma non sono all’altezza di governare Taormina oggi e quasi certamente non lo saranno domani. Non bisogna farsi troppo illusioni sol perché c’è “papà Cateno” dietro a cui nascondersi: per diventare qualcuno serve altro e la vita, prima della politica, esige di più. Contano la personalità, l’autorevolezza, la maturità, la percezione della realtà e il senso del ruolo e dell’opportunità, chi non possiede queste doti non le può improvvisare né comprare al supermercato. La gente non è scema, vede e s’informa, s’accorge di tutto e si fa un’idea. Bisogna riflettere, crescere e non strafare per evitare un brusco risveglio. Tanta gavetta e, prima dello spumante, bere tanto latte.

A proposito: nelle prossime ore proporremo ai lettori di TN24 un documento esclusivo sul Capodanno al Palazzo dei Congressi. Buona Epifania a tutti.

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