TAORMINA – Gli ultimi giorni di campagna elettorale a Taormina saranno caratterizzati anche e soprattutto dallo scontro totale in atto tra Mario Bolognari e Cateno De Luca. Nelle piazze di Taormina si sta consumando una resa dei conti totale. Da entrambe le parti volano parole grosse ed è un lungo botta e risposta al veleno.
Bolognari punta al secondo mandato consecutivo (il quarto complessivamente, dopo le elezioni vinte nel 1993, 1997 e 2018), De Luca vuole invece detronizzarlo e ha lanciato la sfida alla politica taorminese che ha governato la città negli ultimi 30 anni.
La contesa va avanti a suon di accuse durissime. “Ma tu cosa c’entri con Taormina?” “Vergognati”, “Vattene a fare il deputato”, “Lui è la volpe, noi siamo persone civili”, “Fategli fare il sindaco di tutti gli altri comuni di Messina e Catania prima che muoia”, “Prenditela con me”, “E’ iniziato il tuo declino”, “Stai attento che ti puoi fare male”, arringa Bolognari.
“Vergognati tu, sei al governo da 30 anni e da 30 anni Taormina non è amministrata”, “Come sei caduto in basso”, “Hai sbarellato”, “Ti sei messo addirittura a parlare della mia salute, ma che volgarità, non hai più argomenti”, “Fai accuse pesanti, ora la gente sta vedendo il tuo vero volto”, “Ti chiamerò “Mister E’ colpa degli altri”, tuona De Luca.
Il braccio di ferro è iniziato già da tempo ma si è inasprito negli ultimi giorni di campagna elettorale a suon di scambi di accuse e reciproci avvertimenti. Una guerra quotidiana e costante. Entrambi si sono già dichiarati vincitori, uno attacca e l’altro va al contrattacco e rincara la dose. Senza pause, senza tregua.
Molto altro ancora è stato detto e tanto altro ancora verrà evidentemente nelle ultime due settimane di questa tornata elettorale che si avvia all’epilogo in un clima rovente. E poi, ovviamente, c’è in corsa per la sindacatura anche Antonio D’Aveni, il terzo incomodo che sin qui si sta tenendo lontano dallo scontro tra i suoi avversari e ha auspicato, anzi, che si abbassino i toni. Ma la strada verso il voto del 28 e 29 maggio sembra tracciata e si va verso una contesa finale sui carboni ardenti.


