HomePoliticaAutonomia, referendum e voto anticipato? Taormina nell'effetto domino

Autonomia, referendum e voto anticipato? Taormina nell’effetto domino

Le Camere approvano la legge sull’Autonomia differenziata, esplode lo scontro politico e le opposizioni ora puntano sul referendum abrogativo per fermare la riforma varata dal governo Meloni. Lo scenario lo ha tracciato, non a caso, Matteo Renzi, che a dispetto dell’ennesimo schiaffone in faccia preso dagli elettori alle Europee già “profetizza” un’altra chance, per lui e per gli altri partiti di opposizione, per provare a disarcionare l’esecutivo di centrodestra. “Si possono raccogliere le firme per il referendum, adesso. Se si prendono 500.000 firme entro il 30 settembre, nel 2025 si va a votare. E lì – è vero – non sarà facile raccogliere il quorum, ma ci sarà una straordinaria mobilitazione che metterà in luce le divergenze interne all’Esecutivo, non solo nel Mezzogiorno”.

La prospettiva sembra essere quella di un voto nella primavera 2025 per il referendum abrogativo che verrà proposto contro l’Autonomia differenziata. Nel frattempo, come detto, si andrà alla raccolta delle firme con la prevedibile mobilitazione delle varie anime della sinistra. Il referendum potrebbe essere calendarizzato per maggio o giugno del prossimo anno. A quel punto non c’è molto da interpretare: o vince il No e prevale la posizione del governo Meloni, oppure potrebbe avere la meglio il Sì (all’abrogazione) e a quel punto verrebbe messa in discussione la tenuta del governo. Prima di tutto, ovviamente, bisognerà raggiungere il quorum necessario dei votanti per rendere valida la consultazione referendaria.

Meloni ha già detto che per lei il problema non si pone e non si dimetterà in ogni caso, comunque vada il referendum ma potrebbe anche ripensarci e magari lanciare la sua contro-sfida alla sinistra e riportare il Paese alle urne. In quel caso le elezioni Politiche potrebbero concretizzarsi a settembre del 2025, in una finestra di voto con campagna elettorale sotto l’ombrellone, analogamente al 2022. E allora, in Sicilia, ci fu l’election day con le elezioni Nazionali e al contempo anche quelle Regionali, entrambe vinte dal centrodestra.

Questo gioco (politico) ad incastri investe, di riflesso, anche Taormina. Tra quelli che tiferanno in prima linea per lo scenario di un ribaltone e per le urne anticipate, evidentemente, c’è anche il sindaco di Taormina, Cateno De Luca. Il leader di Sud chiama Nord si augura possa materializzarsi l’effetto domino da Roma a Palermo. Nel mirino di De Luca non ci sarebbero tanto le Politiche, con il leader di Sud chiama Nord che dopo la delusione delle Europee ha già fatto sapere – almeno per adesso – di non voler più puntare sulle Nazionali: “Lo sdoganamento nazionale è fallito – ha dichiarato De Luca in un’intervista a La Sicilia -. Ne prendo atto: il risultato è chiaro: inutile coltivare sogni da movimento nazionale. Ed è una constatazione irreversibile”. De Luca probabilmente poi cambierà idea e farà un nuovo tentativo per sdoganare il suo movimento ma nel frattempo guarda, invece, con interesse prioritario all’eventualità che possa saltare il banco anche a Palermo e all’ipotesi di un voto anticipato per le Regionali (la scadenza naturale del mandato è il 2027). Un election day bis, sulla falsa riga di quello del 2025.

De Luca aspetta di capire cosa accadrà nella battaglia sull’Autonomia e scalda i motori per eventuali terremoti politici, con la volontà già dichiarata di ricandidarsi alla presidenza della Regione Siciliana e con l’idea di lanciarsi, di conseguenza, in una lunga campagna elettorale che lo porterà ad allontanarsi da Taormina per la resa dei conti palermitana. Nell’agenda deluchiana, d’altronde, è già partita la contesa per la leadership del fronte anti-centrodestra e la sfida a Pd e 5 Stelle è già lanciata: “Misuriamoci, ma almeno un anno prima del voto. Dall’estate del 2026 dovrà cominciare una campagna elettorale in cui ai siciliani presenteremo il programma e la squadra di governo al completo”.

Ricapitolando: referendum, possibile voto anticipato a Roma ed eventuale election day per le Regionali, che a cascata potrebbe riportare alle urne in largo anticipo pure Taormina (dove si è votato nel 2023). Andrà davvero così? O magari non avverrà niente di tutto questo se la Meloni prevarrà nella battaglia sul Referendum. Chi vivrà, vedrà. Ora si aprano le danze dello scannamento politico all’italiana sull’Autonomia differenziata…

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