HomeParlamentoAppendino: "Italiani stanchi e sfiduciati, M5S può cambiare il Paese"

Appendino: “Italiani stanchi e sfiduciati, M5S può cambiare il Paese”

Chiara Appendino, esponente del M5S definisce gli italiani “stanchi e sfiduciati”, “disaffezionati alla politica e senza una rappresentanza”, “feriti” dall’azione del governo Meloni.

“Milioni di cittadini – spiega Appendino – hanno smesso di credere che la politica possa cambiare il loro futuro e che anche in queste ultime elezioni hanno boicottato le urne.
E questa ferita riguarda noi del Movimento 5 Stelle più di chiunque altro: noi siamo nati per dare voce a chi non ne aveva, per trasformare la rabbia in partecipazione e l’apatia in energia. Siamo noi ad avere il dovere di invertire la rotta. Nova 2.0 va nella direzione giusta perché serve un cantiere programmatico per definire il futuro del Paese. Spero che possa diventare un vero spazio politico: aperto al Paese e radicale nei temi, lo spazio in cui stringere un nuovo patto di fiducia con i cittadini che sono tornati a sentirsi lontani dalla politica. E la fiducia passa dalle proposte concrete”.

“Più sanità pubblica vuol dire più fiducia: visite accessibili, tempi certi, un sistema davvero universale. Più equità vuol dire più fiducia: la legge Olivetti per ridurre gli squilibri salariali, nuove tutele per i lavoratori nei settori più esposti all’automazione e all’intelligenza artificiale, una millionaire tax. Più futuro per i giovani vuol dire più fiducia: voto ai 16enni, basta stage gratuiti, salario minimo”.

“Più sicurezza vuol dire più fiducia: sicurezza dai crimini vecchi, con i patti per la sicurezza integrata nelle nostre città, e da quelli nuovi, con l’intelligenza artificiale che può creare disastri. Più sostegno a chi produce vuol dire più fiducia: energia a prezzi stabili, vera semplificazione e un fondo nazionale di riqualificazione legato all’automazione. Più case accessibili vuol dire più fiducia: un piano straordinario per l’emergenza abitativa, perché chi lavora o studia non può essere cacciato dalla propria città. Ricostruire il rapporto di fiducia che si è spezzato è difficile, nessuno deve fingere il contrario. Ma è l’unica missione che conta”.

“Abbiamo il tempo per parlare di noi e della vita reale delle persone, non delle formule politiciste o degli accordi di palazzo. Questo deve essere per noi il 2026. Serve stare dove gli altri non stanno più, cioè tra chi si sente escluso, con soluzioni radicali e coraggiose per rimettere il Movimento dentro i problemi reali, nelle ferite aperte del Paese. È lì che si combatte questo Governo. Ed è lì – solo lì – che possiamo davvero cambiare l’Italia”.

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