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Alta Moda a Taormina, DG esalta anche l’arte di Napoli. Acampora lancia l’idea del “Tour della ceramica”

L’evento Dolce&Gabbana unisce il Sud, da Taormina a Napoli, nelle sue due località più rappresentative e famose nel mondo, con la consapevolezza della grande valorizzazione delle arti e tradizioni del Sud Italia che la maison ha saputo porre in essere nel corso dell’appuntamento con Alta Moda, Alta Sartoria e Alta Gioielleria svoltosi nella Perla dello Ionio dal 12 al 16 luglio scorso. Ed un plauso e una sottolineatura speciale arriva proprio da Napoli.

Il consigliere comunale di Napoli, Gennaro Acampora, in una nota ha inteso evidenziare che “in occasione della sfilata Alta Moda di Dolce&Gabbana a Taormina la sontuosità della porcellana di Capodimonte si è trasformata in tessuto, con alcuni bellissimi abiti ispirati a un’eccellenza che si tramanda intatta dal 1743”.

“Provo grande orgoglio nel sapere che dietro queste creazioni di grande impatto, vi è stato tutto il contributo, il sapere e la maestria di Giovanni Carusio, figlio di Capodimonte, che ha adornato gli abiti in modo unico, impreziosendoli con elementi autentici, inediti e preziosi, tutti modellati secondo le tecniche secolari della tradizione manifatturiera. Sono anche traguardi come questi a ricordarci che, a livello politico e istituzionale, dobbiamo fare sempre di più per recuperare la memoria storica e dei saperi locali spesso travolti dallo sviluppo industriale e da una cultura di massa; testimoniare e valorizzare l’operato degli artigiani del settore impegnati nella continuità produttiva tecnica, storica, tradizionale e d’innovazione e dare i visitatori la possibilità di immergersi e (ri)scoprire l’affascinante mondo della porcellana”.

Acampora ha lanciato la sua proposta di “una valorizzazione della ceramica di Capodimonte nel patrimonio della Città di Napoli, anche attraverso un’iniziativa che coinvolga la Campania e altre regioni”, in un contesto che potrebbe riguardare anche la Sicilia. “Il sogno sarebbe quello di un “ Tour della ceramica” capace di coinvolgere turisti, istituti scolastici e artigiani del settore, per fare in modo che queste lavorazioni possano avere uno sbocco di successo anche nella ceramica d’uso quotidiano e di arredo. La ceramica può e deve essere un elemento di promozione territoriale, e questo modello che proponiamo può fare da apripista ad altri settori in cui il nostro artigianato può diventare il primo motivo per cui un turista scelga il nostro territorio”.

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