TAORMINA – Il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, annuncia la stretta sui casi di abusivismo nel settore dell’extralberghiero, con particolare riferimento agli affittacamere e sulla vicenda arriva a commento, la presa di posizione dell’Associazione Albergatori Taormina.
In particolare sarebbero emersi “tanti” casi di immobili utilizzati per l’ospitalità in questo settore e tuttavia censiti come garage. AAT “plaude” all’iniziativa che prospetta la volontà di intensificare i controlli incrociati sulla regolarità delle attività ricettive di Taormina.
“Accogliamo positivamente gli annunciati controlli sulle strutture ricettive del nostro territorio – spiega a TN24 il presidente di AAT, Gerardo Schuler – perché riteniamo che questi aumenteranno la qualità complessiva della nostra offerta turistica, garantiranno una concorrenza leale e proteggeranno gli ospiti di Taormina da operatori abusivi. Con questa iniziativa il sindaco ci aiuterà a migliorare in modo incisivo l’immagine di affidabilità e professionalità della destinazione Taormina. Chi ospita non può applicare criteri approssimativi nello svolgimento della propria attività ricettiva e la AAT sostiene il sindaco di Taormina nell’importanza di verificare il rispetto delle normative, soprattutto in un contesto in cui si registrano significative differenze nel panorama dell’offerta turistica, con alberghi tradizionali e strutture extra-alberghiere di diverse tipologie che devono sottostare a regole precise”.
“Di ogni attività ricettiva della quale si abbia contezza e che vende sul web – prosegue Schuler -, il Comune certamente controllerà la destinazione urbanistica dell’immobile, la corretta classificazione catastale, l’esistenza della Scia, quella del CIN e anche la registrazione sul nuovo software PayTourist comunale. Solo incrociando tutti questi dati con le presenze registrate sul PayTourist, sarà garantita una più equa regolarità contributiva di tutte le attività ricettive al bene comune Taormina, secondo il criterio “stesso mercato stesse regole”.
Le “nuove forme ricettive”, ricordiamo, sono regolate dalla normativa urbanistica e catastale, che ne definisce la destinazione d’uso in base al tipo di attività (turistico-ricettiva) e alla loro classificazione catastale. Un cambiamento di destinazione d’uso richiede una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) e può comportare oneri e il rispetto delle norme urbanistiche locali, anche se il recente decreto “Salva Casa” (D.L. 69/2024, convertito in L. 105/2024) ha semplificato alcune procedure, in particolare i cambi di destinazione d’uso senza opere.
Destinazione Urbanistica (Urbanistica e Pianificazione Territoriale)
- Definizione:
Le nuove forme ricettive, come bed & breakfast, agriturismi o case vacanza, devono essere inserite nella categoria d’uso “turistico-ricettiva” nei piani urbanistici comunali. - Normativa Comunale:
Ogni Comune ha un piano regolatore che definisce le aree dove è consentita l’attività turistico-ricettiva e quali sono i requisiti (es. parcheggi, standard urbanistici). - SCIA:
Per realizzare un cambio di destinazione d’uso, è necessaria la presentazione di una SCIA al Comune competente. - Decreto Salva Casa:
Le modifiche introdotte dal decreto “Salva Casa” hanno semplificato i cambi di destinazione senza opere, ma per quelli con opere edilizie rimangono le normali procedure, sempre soggette al piano regolatore.
Destinazione Catastale (Catasto)
- Classificazione:
L’immobile deve essere correttamente classificato al Catasto, che ne rileva la destinazione d’uso. - Nuove Identificazioni:
È necessario che la nuova attività ricettiva sia in linea con la classificazione catastale. - Aggiornamento:
Qualsiasi cambio di destinazione d’uso, anche se non prevede opere, deve essere comunicato al catasto, che provvederà all’aggiornamento.
Procedure e Costi
Oneri:
Un cambio di destinazione d’uso può comportare il pagamento di oneri urbanistici e costi relativi a pratiche tecniche (progetti, relazioni tecniche).
SCIA:
La SCIA è lo strumento principale per segnalare il cambio di destinazione d’uso, e il suo obbligo (e i relativi costi) varia in base al tipo di intervento (con o senza opere).
I controlli sugli affittacamere potrebbero, insomma, aprire un nuovo fronte ma anche e soprattutto un altro scenario nel variegato comparto dell’ospitalità a Taormina, dove negli anni si sono imbucati tanti, troppi, soggetti che non conoscono l’abc dell’ospitalità, hanno fatto concorrenza sleale a coloro che sono in regola sul piano degli adempimenti normativi e tributari. Si tratta di “fantasmi” non soltanto operano in purezza in un regime imperturbabile di nero, e hanno incassato attraverso locazioni avvenute senza alcuna forma di regolamentazione e in assenza di trasparenza ma, di riflesso, hanno spesso anche rappresentato dei casi limite per l’immagine e la qualità complessiva dell’ospitalità della destinazione.


